08/09/2006

Pietro Grossi con Erri De Luca


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«Non so che cosa ha ispirato la prima spinta alla scrittura (...). So che quando ero piccolo amavo sedere davanti alla vecchia macchina per scrivere di mia mamma e buttare giù qualche storia». Precocissimo talento letterario, Pietro Grossi ha saputo catalizzare l'attenzione del pubblico con "Pugni", una raccolta 'americana' di tre racconti distante dai cliché di genere. Lo incontra lo scrittore Erri De Luca.


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Italiano

Al chiostro di Santa Paola Erri De Luca introduce Pietro Grossi, autore di "Pugni". Si parla di duelli, conflitti, immagini che ritroviamo nell'"Iliade" come nella "Bibbia". E in "Pugni", si parla di una scontro di boxe dalla prospettiva di uno dei due pugili. Non ci sono donne, nel duello la solitudine maschile deve essere totale. Il protagonista adolescente scopre attraverso il pugilato il suo corpo, scoperta che per una volta non avviene attraverso l'amore. Ma la sfida fisica, d'impatto, parla anche della sfida con l'altra faccia di sé, una sfida che Pietro ha vissuto sia nello sport che nell'identità. La fisicità del combattimento è anche sintomo di una necessità dell'uomo, oggi, di uscire dalla trama celebrale che intrappola i nostri giorni. I suoi racconti sono praticamente immuni dalla psicologia, come in quelli di De Luca. La loro accoppiata si rivela vincente. Sono due autori infatti che scrivono a penna le loro storie, il primo scervellandosi sulla scelta della penna giusta, il secondo riuscendo ad adattarsi a qualunque posto. Lo scrittore viaggia e racconta, il viaggio di Grossi è da poco iniziato.

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