09/09/2006 - Pagine Nascoste

ZIZEK!
 


2006_09_09_PN1500

Evento ripetuto 



di Astra Taylor, USA/Canada, 2005, 71' versione originale, sottotitoli in italiano
 Anteprima italiana


L'incomparabile Slavoj Zizek è un agitatore globale. Il carismatico filosofo lacaniano-marxista è stato definito «una rockstar del mondo accademico» e «l'Elvis della teoria culturale». Oltre a parlare, parlare e ancora parlare, ha scritto una cinquantina di libri, che ne hanno fatto uno degli intellettuali più prolifici e seguiti dei nostri giorni. Dal suo appartamento di Lubiana viaggiamo con lui a Rio de Janeiro, Boston e New York City, dove con la sua caratteristica iperattività lessicale e gestuale tiene affollatissime conferenze sui suoi temi preferiti: ideologia, psicanalisi, religione e amore.

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Zizek, Slavoj Zizek... un genio, un pazzo, un megalomane... un filosofo lacaniano che sfida l'ordine costituito delle cose. Personaggio pirotecnico che possiede una gestualità invadente anche quando contenuta da uno schermo cinematografico, autore e cittadino del mondo che è stato portato a Mantova, quest'anno, insieme alla sua assenza. Si, proprio così. Lo ha condotto a Festivaletteratura un film-documentario che descrive allo spettatore la sua filosofia, ma prima ancora racconta la sua vita che ha per titolo un bel punto esclamativo: "Zizek!". Al cinema Mignon, ieri, la proiezione è stata seguita da un pubblico che voleva capire, ascoltare e ridere, in contemporanea. Perché anche quando parla di teorie quantistiche, quando condanna lo strutturalismo o si lancia nell'affermazione ripetuta dell'idiozia umana, Zizek, che non è in grado di pronunciare la S in nessuna maniera vicina alla decenza, riesce a far ridere. «Le cose esistono per caso», dice, «ci sentiamo liberi solo perchè non possediamo il linguaggio necessario ad esprimere le nostre oppressioni» e, continua «è più facile immaginare la fine del mondo dovuta ad una catastrofe che un piccolo cambiamento interno a questa società». Un uomo che possiede una cultura profonda come la Fossa delle Marianne (e forse ancora di più), che ha scritto di teorie politiche, filosofiche, di letteratura e poesia, di cinema e società, un uomo che possiede un'infinità di categorie e... tiene i calzini e le camicie in un cassetto della cucina. Un film straordinario, dunque, che mette a nudo un pensiero e anche l'uomo che lo possiede. PS: il film finisce con Slavoj Zizek che porta la troupe al suo seguito nel palazzo che possiede la tromba delle scale più alta di tutto il continente. Gli racconta che fino a poco tempo prima in fondo alle scale ci stavano la polizia e un tappeto morbido a sorvegliare che nessuno si buttasse, ma che lui ha pensato più di una volta di fare di quel luogo un business: 5 dollari per ogni aspirante suicida!

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