09/09/2006

DEI CHE GIOCANO A DADI
. Dalla trama del reale al computer quantistico


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Dal mistero dell'entanglement, l'intricato e paradossale 'intreccio' di onde/particelle che si influenzano l'un l'altra anche a distanze incolmabili, al computer quantistico alla decoerenza, Giancarlo Ghirardi, docente di Fisica Teorica all'Università di Trieste, e Fabrizio Illuminati, studioso di informazione e ottica quantistica, dialogano sugli aspetti più innovativi, affascinanti e, perché no, 'poetici' di una delle teorie scientifiche del '900 di più grande successo, la Meccanica Quantistica, una teoria che continua a sorprendere con le sue strabilianti predizioni, sempre confermate dagli esperimenti.


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Italiano

Ennesimo evento dedicato alle scienze, l'incontro con Giancarlo Ghirardi e Fabrizio Illuminati nella piccola chiesa di Santa Maria della Vittoria ha interessato una notevole quantità di gente, molta della quale, oltre alle sbarre della finestra (com'è ormai di routine), si è accalcata sui portoni arrivando a tali livelli di curiosità intellettuale da lanciare urla e battere pugni sul legno. Tutto ciò per l'evento dei due scienziati che si è suddiviso in due parti: la prima consistente in una fulminea esposizione tenuta da Ghirardi delle regole e principi base su cui si fonda la Meccanica Quantistica, in base ai quali in laboratorio è possibile ottenere l'effetto 'magico' e non ancora compreso razionalmente dell'entanglement: separati due fotoni che abbiano già interagito tra loro, mandandoli a distanze notevoli (si è recentemente arrivati a 350 km), modificando l'uno, istantaneamente si viene a modificare anche l'altro, a seconda di quanto avvenuto al primo. Illuminati ha indicato, poi, quali fossero le tre principali applicazioni pratiche di questo processo di non-località della Meccanica Quantistica: esse sono nell'ambito della crittografia (permettendo la creazione di protocolli sicuri), il progetto del teletrasporto quantistico (con cui trasportare non oggetti ma i loro stati fisici) e il computer quantistico che, avendo come unità di misura non il bit (0 e 1) ma il cubit (che può essere contemporaneamente un po' 0 e un po' 1, nelle loro infinite proporzioni), permetterebbe di fare un'enormità di operazioni maggiori di adesso.

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