10/09/2006

Tariq Ali con Vincenzo Consolo

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Nato a Lahore (nel futuro Pakistan) e presto emigrato in Inghilterra, Tariq Ali è stato uno dei leader di punta del movimento marxista studentesco negli anni della contestazione. Scrittore, polemista, filmaker, Ali non ha smesso di praticare la critica radicale verso la società occidentale - come dimostrano i suoi interventi sulla guerra in Iraq ("Bush in Babilonia") -, offrendo anche attraverso il romanzo storico - la Sicilia musulmana e cristiana raccontata in "Un sultano a Palermo" - un'ulteriore occasione di riflessione sul confronto di civiltà. Lo incontra lo scrittore Vincenzo Consolo.


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Un fiume in piena: questo è il Tariq Ali che ha condotto l'evento a Campo Canoa; dopo l'introduzione letteraria del giornalista Vincenzo Consolo sul romanzo storico di Ali, "Un sultano a Palermo", è il turno di Tariq Ali, desideroso di dialogare col pubblico: e l'autore anglo-pakistano, stimolato dalle domande, curiose, impegnative e provocatorie, racconta a tutto campo di sé, delle sue opere e del mondo. Ali parla della sua storia personale, del suo impegno politico maturato negli anni sessanta-settanta e della voglia, seppur con minore attivismo, di non rinnegare mai le idee in cui ha sempre creduto; non risparmia ampie critiche al sistema di guerra globale che si è instaurato nel mondo, non da ultima la questione libanese, con l'intervento Onu e la sua natura filo-imperiale; affronta con disinvoltura questioni molto complicate, come il ruolo della donna nell'Islam spiegando l'ampia emancipazione che ella aveva nel Medioevo o quando, con ampi distinguo e posizioni personali, indaga la figura degli attentatori suicidi con lucidità, sgombrando il campo da alcune piccole provocazioni giunte dal pubblico, guadagnandosi una standing ovation finale.

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