10/09/2006

L'ARTE. IL RIBELLE IMMINENTE
 (con sorprese d'artista)


2006_09_10_224

Una nuova teoria che ha rifigurato la lateralità del critico come traditore. L'artista e l'intellettuale come ribelli imminenti.
 musiche di Antonio Caggiano


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Italiano

Nel 1971 Achille Bonito Oliva portò in scena a Belgrado "Il corpo del'artista". All'interno del Teatro Bibiena ci ha oggi presentato il corpo del critico in contrasto con quello dell'artista. Lo spettacolo di Achille Bonito Oliva comincia già prima che lui salga sul palco, sotto forma di schegge sonore rimpallate da un altoparlante all'altro. Gli interventi (proto)narratologici del critico si aprono a, e si scontrano con, le improvvisazioni musicali di Antonio Caggiano. Intrecciate alle scorribande culturali del critico e del musico, le performance fisiche di tre artisti che non spezzano il ritmo dello show, ma lo ampliano. Così, il discorso teorico e critico sulle forme dell'arte si fa prassi recitata sulle strade del teatro, o meglio, della poesia e dell'atto artistico fine a se stesso. Percorso frammentato quello della mano dell'artista, arto senza testa, secondo il precetto zen del battito per aria con una mano sola. La mano dell'artista è notturna, come quella di Penelope che fa e disfa. Se l'artista è il ribelle (sconvolgente, anche e sempre perturbante), allora il critico è il ribelle imminente, teso in agguato sull'opera (sempre aperta, mai conclusa) dell'artista, pronto a stravolgere di nuovo il gioco delle finzioni.

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