06/09/2007

LA TENDA ROSSA DI BOLOGNA


2007_09_06_045

lettore: Giuseppe Cederna
 «Tutte le finestre davanti a cui passo hanno le tende, e sono tutte delle stesso colore. Rosse (...). Non è un rosso argilla e neppure un rosso terracotta, è un rosso rosso. Dall'altra parte ci sono dei corpi e i loro segreti, che dall'altra parte non sono segreti». Le tende, i portici, i silenziosi quadri di Morandi, la mortadella che se è buona va mangiata a tocchetti, lo zio Edgar, la cui grande passione era scrivere lettere, e viaggiare. Un ritratto di Bologna che John Berger legge insieme a Giuseppe Cederna.



Ingresso dal Listone dei Marmi. Il biglietto comprende la visita alla mostra di Lucio Fontana e alla Camera degli Sposi.


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Il Cortile del Castello di San Giorgio è una cornice che di per sé vale il prezzo del biglietto. Aggiungete una serata estiva al tramonto, una temperatura mite, una luce da cartolina e avrete il puzzle nel quale John Berger e Giuseppe Cederna hanno letto uno stralcio del libro "La tenda rossa di Bologna" dello stesso Berger. Esperimento ardito in quanto ognuno leggeva nella propria lingua. Il risultato è un dialogo onirico, sospeso tra sogno e realtà, dove la figura dello 'zio Edgar' incanta e seduce. La presentazione è pulita, nitida e restituisce l'immagine dell'uomo sereno al di là delle convenzioni. Il rapporto con il piccolo nipote è da subito sincero, basato sulla spontaneità, e il coinvolgimento è pressoché totale. Chi non ha sognato, almeno una volta, di avere uno zio del genere? Tanto apprezzato quanto più estraneo al mondo degli adulti, dove vigono regole severe e dove è bandito ogni tentativo di rincorrere il sogno. Sogno che agli occhi di un ragazzo è possibilità, è avventura, è sensazione di potenza. Due le passioni del simpatico zio: scrivere lettere e viaggiare. Da quest'ultima prende l'avvio la gita a Bologna, dove ogni quisquilia si amplifica nell'animo puro e ci trasporta in quella dimensione iniziale di sogno. Non c'è fine al sogno, ma una successione di sensazioni che passano dal tatto all'olfatto e infine alla vista. Uno il colore che domina: il rosso. Né rosso argilla né rosso terracotta ma rosso rosso. Rosso è il colore delle tende di Bologna che non possono far altro che attrarre lo sguardo bramoso di zio Edgar. Nel negozio di tendaggi una signora accarezza un drappo di velluto come fossero i capelli della figlia e con questa immagine il mio sogno si è fuso con quello di Berger: l'unico desiderio emerso dal fondo del limbo sopito è stato correre a comperare il libro. Se avete sempre desiderato condividere la vita sensibile con uno zio bislacco seguite il mio esempio.

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