07/09/2007

LE IMMAGINI SUCCEDONO


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«Ogni oggetto, ogni evento è un intreccio di tempi e ritmi eterogenei che lo storico ha il compito di descrivere. La storia dell'arte non ha perduto la sua acutezza filologica, ma quella filosofica sì, e deve ritrovarla». Questa frase di George Didi-Huberman, una delle voci più originali nell'ambito degli studi della cultura visiva ed autore di "L'immagine insepolta", illustra il tema della discussione con Massimo Carboni, docente di Estetica all'Accademia delle Belle Arti di Firenze ("La mosca di Dreyer"). Le immagini succedono, mandando all'aria l'idea che abbiamo della storia come di un tempo in progressione. Ma questo 'succedere' vale ancora per una civiltà aggredita dalle immagini come la nostra? Coordina Giorgio Rimondi.


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Vi è mai capitato di essere in uno di quei momenti unici, importanti? Quelli, dico, che vi aspettate da sempre e che avete ripassato nella mente centinaia e centinaia di volte. Perché se si presentano, quando si presentano, non potete permettervi di sbagliare. Non potete. Non so, il primo bacio ad esempio, sì, il primo bacio mi sembra ottimo. Sapete? Dovete uscire con lei e pensate tutto il pomeriggio a cosa mettere, a cosa dire, a dove dirlo. Tutto deve essere perfetto. Se pensate a questo e credete che tutto andrà come previsto, non avete fatto i conti con la contingenza, e soprattutto non avete fatto i conti con l'ultimo libro di Massimo Carboni "La mosca di Dreyer. L'opera della contingenza nelle arti". Sottoforma di dialogo con Georges Didi-Hubermans, scrittore, saggista, critico d'arte, i due incamerano un discorso sulla imprevedibilità dell'evento nell'opera d'arte. Giorgio Rimondi gestisce i tempi del dibattito. Voi siete ancora lì, pensate alla serata, credete di aver previsto tutto, di aver controllato ogni minima sfumatura. La serata sarà perfettamente romantica. Esattamente come credeva il regista della "Passione di Giovanna D'Arco", Dreyer. La pulzella è accusata di eretismo, la scena è perfettamente preparata, in ogni minimo particolare, si gira. Ma ad un certo punto una mosca entra in scena. Il regista continua a girare. Il film immortalerà Giovanna, accusata, per sempre, assieme alla mosca, per sempre. Ecco l'emblema dell'evento: l'imprevedibile, il contingente. Una mosca improvvisa, Il punctum, come lo chiamava Barthes. Il cinema è, così, quell'ambito in cui contingente diventa necessario e l'imprevisto acquista valore. Ora, non preoccupatevi per la vostra serata d'amore. Andrà tutto bene. La prova? Quel film è diventato un classico della storia del cinema.

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