07/09/2007 - Pagine Nascoste

GIORNI IN PROVA. EMILIO RENTOCCHINI POETA A SASSUOLO

2007_09_07_PN1800

Evento ripetuto


di Daria Menozzi, Italia, 2006, 76'


Nel maggiore distretto industriale per la produzione di ceramica del mondo, tra enormi capannoni, silos e lunghissimi tir, vive un grande poeta, autore di ottave in dialetto che poi lui stesso traduce in italiano. Il racconto della sua esistenza, normalmente eccentrica e scandita da piccole manie, si intreccia con quello del territorio e della sua esemplare parabola politico-economica: come dice Gianni Mura, testimone d'eccezione, «Sassuolo sta a Rentocchini come la gobba a Leopardi».


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'Pisciare' e pensare svolgono esattamente la stessa funzione per il poeta dialettale a Sassuolo Emilio Rentocchini, poiché entrambe le azioni finiscono per battere contro il muro, eterno, dell'indifferenza e dell'estraneità all'ambiente, ai luoghi del lavoro, all'insofferenza generalizzata. La ricerca di Rentocchini si basa sulla ricerca dell'armonia nel luogo in cui si vive e nel lavoro che si svolge, cercandone gli aspetti che permettano di creare un'armonia che impedisca la dispersione dell'essere umano nella pura inutilità. Adesso il poeta, che a dir la verità quando 'piscia' deve rimanere incapsulato tra pensiero e funzione corporale, ha deciso di abbandonare il dialetto, lingua finora usata per scrivere le sue poesie, descrivendo una realtà che conosce bene, ripenscandone quanto c'è di buono. Perché ha esaurito tutte le parole, e il passaggio all'italiano è d'uopo. Chi scrive crede che si tratti di una bella sorpresa per gli 'italofoni', due milioni circa secondo una ricerca di parecchi anni fa ed ora stando all'uso spregiudicato di dialetti, e scimmiottamento di lingue estere, ridotti senz'altro al lumicino.

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