07/09/2007

Neil Gaiman con Matteo Stefanelli


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Neil Gaiman è un'eccezione nel panorama della letteratura contemporanea. Padrone di una scrittura a tutto campo che spazia dalla narrativa surreale a quella fantastica, dai libri per bambini ai fumetti, dalla sceneggiatura ai testi per il teatro, Gaiman si conferma uno scrittore di rara sensibilità e di immaginazione inifinita, capace di creare accordi creativi sempre nuovi, e sempre percorsi da una sofisticata vena simbolica e psicologica. Con "American Gods" ha vinto nel 2002 i premi Nebula, l'Hugo e il Bram Stoker: i massimi riconoscimenti per la letteratura fantastica. Lo incontra Matteo Stefanelli. 


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Si inizia parlando del film di prossima uscita tratto da "Stardust", e Neil Gaiman mostra di conoscere perfettamente l'importanza di una trasposizione cinematografica; e tuttavia vuole che si dica quel che deve essere detto: «Il libro è meglio». Perché un libro sviluppa, ma soprattutto lascia libera la fantasia, e quale genere migliore del fantasy per adempiere a questo difficile compito? Neil Gaiman, però, ci parla di quando questo genere ancora non esisteva, e i termini 'fantastico' e 'letteratura' rappresentavano non due cose distinte, ma una soltanto. Perché per lui il fantasy rappresenta «Uno strumento incredibilmente utile per creare una metafora concreta». Non solo invenzione fine a se stessa, quindi, ma veicolo per trasmettere concetti e valori fondamentali. Chi già conosceva e amava Neil Gaiman sarà sicuramente rimasto più che soddisfatto. Ma anche chi non aveva mai letto un suo libro non può che restare ammirato e colpito da quest'autore che rivaluta, con argomenti personali ma soprattutto storici, un genere da troppo tempo relegato nell'ambito dell'intrattenimento. Ampia la partecipazione, sopattutto giovanile, per il primo incontro con Neil Gaiman. I primi ad entrare, dopo due mesi di attesa e preparazione, sono i membri del fan club italiano. Molti gli ammiratori che stringono libri da autografare, e altrettanti quelli che si accalcano per acquistarne uno. Appena entrato, l'autore è accolto da un caloroso applauso e si ferma per consentire ai fan di fotografarlo. L'intervista prende il via da "Stardust", recentemente adattato per i grandi schermi e in arrivo in Italia a Ottobre. Alla domanda diretta riguardo a se fosse soddisfatto del film, la risposta non si fa attendere «Sì». Pausa, risata. «Non dovresti fare domande a cui si possa rispondere semplicemente con un sì e con un no». E continua a rispondere con stile e brio, raccogliendo applausi da parte dell'entusiasta pubblico. Sono tre i lavori di Gaiman che raggiungeranno in breve i cinema italiani: oltre al citato "Stardust", "Beowulf", per il quale si è cimentato con l'adattamento dell'antica leggenda epica britannica, e "Coraline", realizzato in animazione stop-motion. Dalle prime risposte dell'autore emerge la forte preferenza per il veicolo cartaceo, perché «comunque il lbro è la cosa importante», ma anche la conoscenza della forte influenza che i film hanno sul pubblico. Secondo l'autore è importante ricordare che la distinzione in narrativa realistica e fantasy è relativamente recente, successiva alla pubblicazione de "Il Signore degli anelli",  mentre prima era legittimo utilizzare eventi magici per maneggiare metafore non facilmente rappresentabili. Nel complesso si è trattato di un evento particolarmente piacevole, ravvivato da domande del pubblico a proposito della sua collaborazione con Terry Pratchett, sui suoi progetti futuri, e su cosa sogni un narratore di sogni. A quest'ultima domanda risponde che un narratore di sogni sogna le stesse cose di tutti gli altri, con la differenza che per lui sognare è più facile. L'incontro si conclude con una rapida sessione di autografi, durante la quale gli appassionati si distinguono per la calma con la quale attendono quasi ordinatamente il proprio turno.

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