08/09/2007

Nathan Englander con Antonio Monda


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«Il pensiero positivo, quando è superficiale e non tiene conto del dolore dell'esistenza, può distruggere l'intero universo. Solo questa consapevolezza può salvare le nostre speranze». Nathan Englander si è imposto all'attenzione internazionale nel 1998 con la raccolta di racconti "Per alleviare insostenibili impulsi". Dopo otto anni di silenzio ha pubblicato il suo primo romanzo, "Il ministero dei casi speciali", dove, nel solco della tradizione letteraria ebraica, riesce a combinare ironia e tragedia, disperazione e speranza. Lo incontra il giornalista Antonio Monda.


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"Il Ministero dei casi speciali" è il primo romanzo di Nathan Englander e ne parla con il giornalista Antonio Monda. Il tema centrale dell'incontro è stato quello dell'identità, vissuta sia a livello sociale che famigliare. Nathan Englander è un ebreo nato a New York che vive a Gerusalemme e tra tutte le storie possibili ha scritto quella di una famiglia ebrea che vive in Argentina durante gli anni '70. La tragedia dei desaparecidos colpisce anche loro, e la vicenda ruota intorno la ricerca del figlio. Emblematico il modo che l'autore ha scelto per rappresentare la rottura del legame parentale: i genitori decidono di modificare, 'rifare' il loro 'naso semita', eliminando così dai loro volti anche i lineamenti, la fisionomia filiale. Interessante notare come un ebreo non credente abbia scritto una storia su una famiglia ebrea, ma d'altra parte alla domanda di Antonio Monda «Credi in Dio?» Nathan Englander ha risposto «Vorrei dire di no, ma ho paura della sua reazione!».

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