04/09/2008

EROS ADRIATICO
. Gabriele D'Annunzio a Fiume


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Una saga raccontata da Luca Scarlini. I due anni in cui Gabriele D'Annunzio fu dominatore dello stato di Fiume cambiarono per molti aspetti la storia d'Italia, proprio come accadde a quella personale del poeta che, uscito sconfitto dalla prospettiva di una morte eroica, si chiuse nella dimora del Vittoriale. I due anni di potere furono contrassegnati da una gestione sovreccitata, con continue parate, feste e comizi, in un parossismo di paradossali azioni politiche, con belle ragazze impegnate a reclutare i militari regolari ad Abbazia, come ben narrano le memorie di Giovanni Comisso, "I giorni della mia vita". 


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Italiano

Uomini come satiri libidinosi. Donne disponibili, divertenti e divertite. Mare, sole e sfondi da villeggiatura. Potremmo essere in uno qualsiasi dei paradisi artificiali pubblicizzati sul primo depliant della prima agenzia turistica. Oppure all'interno di un film con dichiarata intenzione pubblicitaria. Invece siamo a Fiume, nel 1919, durante i 387 giorni di regno di Gabriele D'Annunzio. Questo è ciò che emerge dall'incalzante rappresentazione di Luca Scarlini nella Chiesa di Santa Paola. Una carrellata di fotografie e sfondi musicali per fare luce su ciò che, davvero, rappresentò Fiume nella vita quotidiana. Ragazzi che scappavano di casa per accorrere alla corte del Vate e pendere dalle sue labbra. Belle ragazze inviate 'speciali' presso l'esercito militante per convincerlo a passare nelle fila dannunziane. Il tutto in un contesto post bellico, di ricostruzione, di cui possiamo solo immaginare le pulsioni dominanti. La conclusione è accompagnata dalle note di Freddy Mercury: chi meglio di lui può restituirci un'immagine migliore del Vate?

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