04/09/2008

LE FIAMME E LA RAGIONE


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Corrado Augias propone una delle pagine più tragiche del pensiero culturale del nostro Paese, l'assassinio mediante condanna al rogo di Giordano Bruno, uno dei massimi geni della storia della cultura occidentale. Ad oltre quattrocento anni dalla sua morte, ascoltare il pensiero di Giordano Bruno è un momento di riflessione imprescindibile per atei, agnostici e cattolici sui compiti da assolvere in uno stato laico e civile. 

Regia: Ruggero Cara, scene e costumi: Rossana Monti, musiche originali: Valentino Corvino, musiche live: C-Project, produzione: Promo Music.

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Italiano

«Il rammarico, almeno il rammarico». Corrado Augias commenta così la storia rimodellata e raccontata alla maniera delle antiche veglie davanti al focolare. Quella del grande filosofo, teologo e astronomo, padre Giordano Bruno. Non a caso il fuoco è stata l'immagine inconscia di tutta la vicenda che chiude la vita di una delle figure più emblematiche della storia. Una esecuzione splendida e appassionante. Augias racconta di un spirito forte, un uomo che, fattosi frate, ha seguito per tutta la vita delle convinzioni vere, troppo vere per la sua epoca: l'infinità dei mondi, l'eternità della materia, l'anima del mondo, illustrate attraverso parole commentate da immagini evocanti la scienza, gli elementi, una foglia. Perché tutto poi ha il sapore delle passioni, anche una vita spesa per la libertà di pensiero e di ragione e finita tra torture e interrogatori, in stricto. Per otto lunghi anni. Fino alla sera di un dì di febbraio, quando a Campo de' fiori l''eretico' frate fu bruciato nudo al suono di canti di misericordia. Il Teatro sociale ha ospitato così una tra le più grandi lezioni di filosofia della religione che si possano concepire. Complice la musica e la voce di Augias. Nel quadricentenario della morte del filosofo la Chiesa ha rivisto le sue posizioni su Giordano e ha intuito di aver fatto degli errori, ma 'senza rammarico', si è detto. «Il rammarico, almeno il rammarico».

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