04/09/2008

DEDICATO A ERNESTO RAGAZZONI


2008_09_04_054

Lettura poetica. David Riondino, voce e chitarra


Ernesto Ragazzoni è probabilmente il più significativo poeta umoristico italiano, anche se pochi lo conoscono. Siamo nella Torino dei primi decenni del novecento, in tempi di guerra, tra D'Annunzio e Gozzano. Il giornalista Ragazzoni alterna a serie traduzioni di poemi di Poe, filastrocche ed elegie al Verme Solitario e all'olio di Merluzzo, al Lamento delle Locomotive che vorrebbero andare al pascolo... Mondi rovesciati, rivolte degli oggetti, solitudini di animali. La lettura di Ragazzoni proposta da David Riondino è una enciclopedia di temi metafisici, affrontati e risolti in maniera improbabile, sorprendente e divertente.
 Una produzione Giano Produzioni.


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Italiano

Ernesto Ragazzoni, poeta pressoché sconosciuto dei primi decenni del '900, padre nobile della poesia umoristica (che poi solo umoristica non è...), scrittore schiacciato tra D'Annunzio e Gozzano, giornalista che teorizzava l'inutilità della pubblicazione. David Riondino gli dedica una intensa e incredibilmente divertente serata nella splendida cornice di Palazzo d'Arco. Le poesie surreali del poeta piemontese sono una enciclopedia di temi metafisici, affrontati e risolti in maniera improbabile e sorprendente. Sulla solitudine, per esempio, Ragazzoni scrive dell'animale più solo del mondo: il verme solitario. La felicità, un altro argomento poetico per eccellenza, viene trasportata al nord con un ode ai Lapponi e all'olio di merluzzo. E così le macchine, che durante il futurismo cominciano ad entrare nell'inconscio collettivo, si trasformano in animali e le locomotive sognano di andare al pascolo come le vacche. Ma ci sono anche quartine senza titolo che descrivono la vita di una redazione oppure importanti passaggi, anche se sempre umoristici, sull'Africa, sul colonialismo, sull'inquietudine di vivere in un periodo difficile. C'è spazio per la protesta nichilista (che sfocia nel proprio epitaffio «di essere stato vivo non m'importa») e per la parodia di un classico come "I dolori del giovane Werther" o per una inverosimile "Ode ai culi d'Orta" dove si riflette sugli usi dei concittadini del poeta. Grazie a Riondino questi spettacolari testi sono potuti uscire per un attimo dall'oblio in cui l'autore, forse, voleva davvero fossero avvolti.

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