05/09/2008

IL CANTO DELLA TERRA
. Ieorgica I (Canto dei campi) e Ieorgica II (Canto degli alberi)


2008_09_05_071

Nella nuova traduzione italiana di Gianfranco Maretti Tregiardini


Letture e dialogo con il pubblico su Virgilio georgico, consolatore dell'umanità. Con il traduttore intervengono Vittorio Bustaffa, pittore di soggetti virgiliani e illustratore, e altri ospiti a sorpresa.
 


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Italiano

Che cosa rappresenta per noi oggi la natura? Terra, alberi, uccelli, fiumi, nuvole. Un universo su cui il nostro sguardo si posa distratto e prosegue attratto da chissà che altro interesse. Ma, per fortuna, molto tempo fa, qualcuno non si è lasciato distrarre e di questa inaggettivabile natura ha tessuto le lodi e ha descritto le paradisiache emozioni che solo questa pura parte del creato è in grado di darci. Questo qualcuno si chiamava Virgilio. Oggi, qualcun altro, che sicuramente dal primo proviene, riesce ancora ad emozionarsi ed emozionarci nella lettura di alcuni passi delle Georgiche. Gianfranco Maretti Tregiardini sembra una reincarnazione. Si muove, parla, si allontana per poi ritornare al mondo presente. Come se quello reale fosse solo un luogo precario, un istante effimero perché tutto è stato già descritto, già provato e a noi non resta che adagiarci sulle sinuose musicalità latine, tanto distanti ma altrettanto sublimi. Un segno comune possiamo trovarlo: nell'opera virgiliana, l'esaltazione non è mai attraversata da malinconia, da dolce eppur sofferto rimpianto, nostalgia. Nostalgia che travolge il pubblico nell'ora del commiato e ci fa sentire meno soli nell'affrontare le piccole distrazioni quotidiane.

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