05/09/2008

TERRA!
 Emigranti si nasce


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Lella Costa, accompagnata dal commento sonoro della Scraps Orchestra, interpreta brani scritti a cavallo dei due secoli, sullo spirito che accompagnò e che accompagna chi lasciò una terra per trovarne di nuove, un luogo dell'anima per abbracciarne un altro.


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Italiano

«Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi...». È l'incipit di "Novecento" di Alessandro Baricco, uno dei brani letti da Lella Costa nello straordinario, toccante evento svoltosi oggi nella Casa Circondariale. Il tutto inizia con un suono discreto di batteria a cui si uniscono via via un basso, una chitarra, un sax, un violoncello, tastiera e voce... E con la musica funambolica della Scraps Orchestra ha inizio un viaggio fatto di sguardi lontani, di tango argentino, di identità perdute (o forse solo dimenticate chissà dove lungo il percorso) e malinconia. L'in-appartenenza dell'esilio, che la musica sa addolcire e un po' colorare di sogno. Lella Costa percorre brani tratti dalla letteratura della migrazione: Machiavelli e Guccini, Baricco, Calvino con le sue "Città invisibili" e Sergio Atzeni, "Passavamo sulla terra leggeri"; la voce narrante si chiede cosa sia la felicità e noi con lui, mentre la musica sfuma e il viaggio termina. Si liberano gli applausi e una rappresentanza della popolazione carceraria rende omaggio a Lella Costa, la ringrazia, le dice che lei oggi ha vinto una sfida; ha parlato molto di viaggio, un viaggio che per loro si è fermato, ma che presto riprenderà. Ancora applausi, qualche foto, un sussulto di gioia e tanta, tanta emozione.

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