06/09/2008

IL GIUSTO PESO DELLA MATERIA


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Large Hadron Collider, un imponente acceleratore dal contenuto tecnologico futuristico, è il più ambizioso progetto sperimentale internazionale della storia della fisica. Forse permetterà di sistemare l'ultimo tassello del Modello Standard delle particelle, quel bosone di Higgs finora latitante che si pensa sia il responsabile dell'emergenza della massa della materia. E, forse, osserverà fenomeni nuovi aprendo strade inesplorate. Ce ne parla Michelangelo Mangano, fisico teorico del CERN, insieme al giornalista Giovanni Caprara.


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Fra qualche giorno, a Ginevra, entrerà in funzione una macchina straordinaria: "Large Hadron Collider", che ci permetterà di saperne di più sui fenomeni riguardanti la materia. Questa macchina affonda le sue radici nelle origini della civiltà; la fisica è patrimonio dell'umanità e grazie all'LHG forse si troverà risposta ad interrogativi filosofici antichissimi. I risultati di questo esperimento sono quasi imprevedibili: si vuole esplorare l'ignoto e, come Cristoforo Colombo, si sta inseguendo un sogno che non si conosce.
«C'è chi dice che forse esiste addirittura la prospettiva di provare l'esistenza di altre dimensioni. Può definire il concetto di dimensione?» domanda Caprara. «L'idea di dimensione è molto umana: anche l'amore è un'altra dimensione», sorride Mangano, «solo che in fisica tutto è un po' più complicato».

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