06/09/2008 - Scienze Confidenziali 


QUANTO SIAMO EFFETTIVAMENTE LIBERI E QUINDI RESPONSABILI?


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L'incoercibile esigenza di libertà della ricerca scientifica si scontra sempre di più con i delicati problemi etici che le nuove scoperte pongono. È possibile superare questa impasse? Due esperti di bioetica come Edoardo Boncinelli e Gilberto Corbellini ne discutono insieme al pubblico.


Le Scienze Confidenziali tornano al Festival per affrontare argomenti ritenuti difficili o da specialisti. Nell'atmosfera confidenziale che si crea davanti a un bicchiere di vino tutto diventa più facile, e anche le scienze trovano quel calore e quel tono colloquiale che le rende accessibili a tutti.

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Quanto siamo effettivamente liberi e quindi responsabili? Questa la domanda che accompagna il calar del sole al chiostro di San Francesco. A provare a dare una risposta sono Edoardo Boncinelli e Gilberto Corbellini. Ne emerge un «siamo abbastanza liberi». Abbastanza perché la complicazione del nostro cervello ha raggiunto un grado di complessità tale che non tutto può essere determinato. Inoltre il grado di libertà è determinato dal numero di risposte possibili ad uno stesso stimolo. Via via che ci si muove nella scala evolutiva la libertà aumenta. Ad Edoardo Boncinelli non piace pensare che ci siano uomini più liberi di altri, perché pur ritenendo che un analfabeta possieda meno gradi di libertà, allo stesso tempo molti, che analfabeti non sono, si dimostrano prevedibili nell'esposizione, ma imprevedibili nell'atteggiamento. Infine, considerando l'ipotesi dell'influenza dei geni sulla libertà, Boncinelli sostiene che nella determinazione di ciascuno di noi intervengono tre componenti: geni, esperienze di vita e caso.
Il pubblico dà il via a domande serrate, le cui risposte appartengono, ancora prima che al mondo della scienza, al mondo del buon senso.

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