10/09/2009 - Un'idea di archivio

L'ARCHIVIO PREZZOLINI DI LUGANO


2009_09_10_027

Gli archivi cartacei non hanno smesso di esercitare il fascino misterioso di un'utopia a misura d'uomo, il sogno di uno spazio fisico in cui raccogliere le tracce di uno scambio epistolare, o di un'idea mai andata alle stampe. L'archivio Prezzolini di Lugano raccoglie da decenni queste piccole-grandi periferie della letteratura, rendendo accessibili i fondi di autori che hanno avuto legami più o meno stretti con la Svizzera italiana (Prezzolini, Ceronetti, Chiesa, Flaiano). Parlerà delle acquisizioni e delle finalità dell'archivio la responsabile Diana Rüesch.
 Due incontri per riflettere sull'idea di archivio nell'avvio del progetto "Un archivio per l'innovazione. I giovani e i documenti di Festivaletteratura", che porterà entro il 2010 alla creazione di un archivio dei materiali del Festival. L'archivio viene realizzato nell'ambito del progetto Rete dei Festival aperti ai giovani, promosso dall'ANCI e sostenuto dal Ministro della Gioventù, con il contributo del Comune di Mantova.



L'evento 027 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso la Chiesa di San Maurizio.

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Italiano

Per riflettere sull'ipotesi di creazione di un archivio che raccolga l'ormai poderosa documentazione di Festivaletteratura, è stata invitata a Mantova Diana Ruesch, responsabile dell'archivio Prezzolini di Lugano. La introduce Alessandro Della Casa dell'organizzazione di Festivaletteratura, annunciando al pubblico la nascita del progetto, che vedrà luce entro la fine del 2010. Diana Ruesch, per descrivere la serietà del lavoro di archivio e per restituirne un'immagine quanto più fedele alla realtà, utilizza tre termini: utopia, sogno e idea. Sono parole astratte, ma positive. Segue una descrizione minuziosa sulla rigidità necessaria da parte degli archivisti in modo da garantire rigore e rispetto per l'autore e i documenti. Cita anche un codice deontologico degli archivisti che deve essere osservato a costo di essere giudicati pedissequi svizzeri. Assolutamente da salvaguardare è l'originalità dei documenti: non c'è alcuna possibilità di archiviarne di fotocopiati. Solo l'originale è in grado di restituire ai ricercatori interessati la reale situazione in un contesto specifico e aggiungere al documento la poesia necessaria alla sua intera comprensione. I pericoli legati all'informatizzazione di un archivio risiedono sostanzialmente in due punti: il non controllo della divulgazione 'selvaggia' da parte di terzi e il possibile non rispetto dei copyright. Raffaele Cardone, consulente al programma di creazione dell'archivio di Festivaletteratura, chiede consigli sia a Diana Ruesch che al pubblico su come mantenere vivo l'archivio. La Ruesch elargisce consigli metodologici, mentre il pubblico auspica che si riesca a trasmettere l'atmosfera tipica del Festival, sempre densa di pura passione e semplice amore per la letteratura.

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