10/09/2009

Viktor Erofeev con Pia Pera

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«Si può dire che io vendo l'Oriente all'Occidente e l'Occidente all'Oriente. (...) Con gli occhi dell'orientale scorgo la consunzione metafisica dell'Occidente, mi fa ridere il suo attivismo pimpante, mi spaventa l'aspetto relativistico della scelta». Viktor Erofeev è considerato uno dei maggiori scrittori russi contemporanei. Messo al bando alla fine degli anni Settanta dal regime comunista, con il suo ultimo libro, "Il buon Stalin", Erofeev ha stravolto il genere autobiografico, servendosene per scrivere un romanzo totale sulla storia, la politica, la letteratura. Lo incontra Pia Pera, scrittrice e una delle traduttrici delle sue opere in Italia.


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Russo

Al Palazzo della Ragione, giovedì alle 17, Erofeev ci racconta l'Oriente, o meglio ci vende l'Oriente, come lui ironicamente ama dire. Il suo libro tratta di Russia, o meglio di Unione Sovietica, e di Joseph Stalin, descrivendolo, con un tratto lucido e allo stesso tempo funambolico, come un secondo padre, in contrapposizione ed in accostamento a Vladimir Erofeev, il suo vero padre. L'incipit del romanzo, con un artificio letterario, dichiara d'essere un frutto dell'invenzione («Tutti i personaggi di questo libro sono inventati, comprese le persone reali») nonostante fin dalla copertina si comprenda l'enorme legame affettivo e sentimento introspettivo che guidano lo scrittore. Accompagnato dalla sua traduttrice di sempre, Pia Pera, l'autore ci guida attraverso la storia, la politica, la letteratura e la sua vita.

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