10/09/2009

CHI HA PAURA DEL VATICANO II?


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L'annuncio del Concilio Vaticano II, dato da Giovanni XXIII il 25 gennaio del 1959, suscitò una grande attesa in tutto il mondo. A cinquant'anni di distanza, il Concilio rimane ancor oggi a misurare la volontà di innovazione della Chiesa e la sua capacità di parlare alla società del proprio tempo, dividendo all'interno della comunità cattolica le correnti progressiste da quelle conservatrici, che ne interpretano in modo opposto l'eredità e l'effettiva spinta riformatrice. Alberto Melloni, autore di "Papa Giovanni. Un cristiano e il suo Concilio", e Raniero La Valle, all'epoca direttore del quotidiano cattolico bolognese "L'Avvenire d'Italia", si confrontano sul significato storico del Vaticano II e sull'attualità del suo spirito. 


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Italiano

Alberto Melloni e Raniero La Valle si alternano in questo incontro al Palazzo di San Sebastiano, offrendo al pubblico sia un quadro storico riguardante il Concilio Vaticano II, che delle valutazioni personali su quello che è stato il suo significato per la chiesa e per i fedeli. Voluto da Papa Giovanni XXIII, il Concilio ha rappresentato un'innovazione rispetto al passato, perché, dice Melloni, per la prima volta non ci furono condanne. Molti furono i cambiamenti apportati, anche se vennero osteggiati da alcuni gruppi di ecclesiastici, né fecero del tutto presa sui fedeli. Per questo ha rappresentato un'occasione mancata di svolta. Nonostante questo, dice La Valle, in passato direttore dell'"Avvenire", la sua importanza deriva dell'essere stato un evento importante nella vita ecclesiastica, per aver raccontato la tradizione della fede in modo nuovo. Svanisce l'idea di un Dio che punisce l'uomo per i suoi peccati, per abbracciare quella di un Dio benevolo e disponibile.

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