10/09/2009

400 ANNI FA
. L'anno mirabile di Galileo e la nascita del Sidereus Nuncius


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Cosa è successo in quei pochi mesi da quando, nell'estate del 1609, Galileo Galilei sentì soltanto parlare dell'invenzione del telescopio, al 12 marzo 1610, quando stampò con le proprie mani il "Sidereus Nuncius"? In questo libretto di poche pagine Galileo rende conto delle prime osservazioni astronomiche assolute al telescopio e indica la via che l'astronomia moderna ancora oggi segue. Jacopo Staude, astronomo di oggi, racconta e illustra i drammatici eventi di allora.


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«La storia che vorrei raccontarvi si svolse 400 anni fa proprio qui vicino, a Padova, nel settembre del 1609». Inizia così l'astronomo Jacopo Staude, e il teatro Bibiena subito si trasforma in un grande e bellissimo osservatorio astronomico. Tutto nacque davvero 400 anni fa, grazie ad un piccolo telescopio che Galileo si costruì dopo averne solo sentito parlare: un tubo con alle estremità due specchi, uno concavo e uno convesso. Iniziarono così le osservazioni: la luna aveva monti e valli, le stelle erano molte di più di quelle che aveva contato Aristotele e Giove aveva dei satelliti. Furono studi intensi, frenetici e precisissimi che diedero vita, soltanto pochi mesi più tardi, al "Sidereus Nuncius", un tascabile di 50 pagine stampato a Venezia in 550 copie. Nel testo troviamo una vera e propria rivoluzione per l'astronomia e per la concezione che l'uomo aveva dell'universo. «Cose mai viste» scriverà Galileo nella pagina di presentazione del libro. Affascinanti sono anche i disegni con cui l'astronomo arricchisce il suo testo e talvolta i suoi appunti: il disco lunare e le sue irregolarità, una fortificazione abbozzata in mezzo ai calcoli sulle orbite dei satelliti di Giove, un fiume con barche a vela e una città sullo sfondo, le nuove stelle accanto alla visione classica del cielo. La chiesa non capì e non riuscì a conciliare questa nuova e straordinaria rivelazione dell'opera di Dio. Ma «Galileo aveva ragione».

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