11/09/2009

GUIDA A GUGLIELMINO


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Con due antologie - "Guida al Novecento" e "Il sistema letterario" - Salvatore Guglielmino ha formato più di una generazione di studenti delle scuole superiori italiane. L'intreccio della letteratura con le altre arti, la visione europea della storia della letteratura italiana, l'approccio diretto ai testi e lo spazio destinato agli scrittori del Novecento, hanno reso i suoi manuali un punto di riferimento per moltissimi docenti. Ma chi era l'insegnante di liceo e il colto umanista Salvatore Guglielmino? Hermann Grosser, coautore de "Il sistema letterario" e amico dell'autore siciliano, metterà in luce le tappe di una ricca biografia intellettuale, unendo il proprio contributo alle testimonianze di due allievi d'eccezione dello stesso Guglielmino: Siegmund Ginzberg e Luciano Minerva. 


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Italiano

Sigmund Ginzberg, Luciano Minerva ed Hermann Grosser ricordano in modo appassionato il docente e collega Salvatore Guglielmino, autore dirompente nella storia delle antologie scolastiche del secolo scorso con "Guida al Novecento" e "Il Sistema Letterario". La figura del siciliano Guglielmino come predecessore dei tempi è narrata con immagini significative che legano con un lungo filo letterario quattro e più vite votate alla cultura nella Milano tanto viva e vivace degli anni '60: «La letteratura era sempre parte del mondo che lo circondava. Andavamo a teatro a vedere Strehler ed eravamo in contatto col Gruppo 63» ricorda Minerva; «La letteratura era per lui umanistica ed illuministica con significato anche di impegno politico, atta a fornire messaggi etici da tramandare alle nuove generazioni» aggiunge Grosser. Guglielmino ha redatto un testamento necessario al presente, povero di esempi scolastici validi, in un Paese in cui la parola 'scuola' ed 'insegnante' hanno perso il loro valore storico ed educativo; ha avuto un'attenzione speciale ed unica per la letteratura, soprattutto per i testi degli autori che ha amato e letto, sviscerandone la profondità: fra tutti, Guicciardini, Pirandello e Montale. In un periodo storico come gli anni precedenti il Sessantotto in cui parlare di contemporaneità appariva come un tabù invalicabile, egli procedeva nella convinzione profonda che si dovesse andare al nocciolo delle cose, arrivare e far capire ciò che ogni singolo scrittore volesse dire con il proprio testo. Una nuova metodologia e l'apertura alle lingue straniere riflettono una sensibilità che si concentra sulla formazione dell'individuo perché, come ha lui stesso affermato: «Gli amici, gli amori, vanno e vengono; i libri sono sempre lì». Come apertura dell'evento svoltosi nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, che vedeva come protagonisti Luciano Minerva, Siegmund Ginzberg e Hermann Grosser, si è ascoltato l'audio di una intervista fatta da Radio Popolare a Salvatore Guglielmino. Luciano Minerva, rievocando un episodio accaduto in quarta ginnasio, presenta il suo ex compagno di scuola Siegmund Ginzberg. Ginzberg arrivò a Milano da Instanbul come immigrato, senza sapere una parola di italiano. «L'italiano l'ho imparato per caso alle scuole elementari dove c'era ancora un buon metodo di integrazione e accoglienza». Guglielmo è stato il loro professore di italiano al liceo: Ginzberg racconta che durante le sue lezioni gli studenti non potevano citare un autore senza essere supportati da testi. Viene passata quindi la parola a Hermann Grosser, che lavorò per molti anni insieme a Guglielmino. Grosser lo descrive con ammirazione, mettendo in luce gli ideali e i tratti intellettuali di questo professore e autore, importante figura della letteratura italiana del '900. Racconta che un tema sul quale Guglielmino si battè particolarmente fu la centralità della scuola. Egli amava infatti prendere posizione e polemizzare con le istituzioni nel momento in cui queste apparivano inadempienti. Dopo qualche altra breve riflessione da parte dei tre ospiti, viene data la parola al pubblico che inizia così il dibattito.

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