11/09/2009

Michael Zadoorian con Patrizio Roversi

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I romanzi di Michael Zadoorian raccontano storie minime, di personaggi apparentemente senza più risorse e capaci invece di sovvertire con semplicità le attese dei lettori. Richard di "Second Hand" sembra tranquillo tra i suoi oggetti usati e invece lascia spazio all'amore per Theresa; Ella e John di In viaggio contromano decidono di mettersi in marcia verso Disneyland contro il parere di medici e figli. Nel prevalere del registro umoristico, lo scrittore americano accompagna i suoi protagonisti all'inseguimento di una vita da vivere, fino in fondo. Lo incontra Patrizio Roversi. 


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Assistere ad un evento moderato da Patrizio Roversi e scompisciarsi dalle risate non può certo essere una sorpresa per il frequentatore abituale di Festivaletteratura.
Ma se dalla voce del turista più famoso d'Italia, tremendamente emiliana, riecheggiano le frasi scoppiettanti di uno degli scrittori dall'umorismo più ispirato degli ultimi anni, Micheal Zandoorian, la serata esplode, come la santabarbara di un galeone in fiamme.
Difatti il pubblico fa appena in tempo a sedersi, giusto pochi istanti, e il Palazzo San Sebastiano trema per gli applausi, per le rutilanti risate inarrestabili, sia del pubblico, sia dello stesso Zandoorian, all'inizio esterrefatto poi assolutamente contagiato dall'insostenibile leggerezza dell'umorismo del barbuto emiliano nato a Mantova.
Non mancano poi i punti di paradossale inversione dei campi, inversioni che hanno i volti divertiti di una signora americana, incredula quando Roversi la mette al centro del dibattito per due minuti, rigirandole la domanda; oppure l'emiliano anglofono che, azzardando i suoi quesiti in inglese, crea un cortocircuito fenomenale di traduzioni, incertezze e malcomprensioni.
Ma dura un attimo, perché, in un battere di ciglia, una risata delle dimensioni della folla seppellisce tutta la pesantezza del mondo in un mare di endorfina.

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