12/09/2009

IL PROBLEMA DEI PROBLEMI: L'ENERGIA


2009_09_12_155

Le riserve di energie fossili del nostro pianeta stanno per esaurirsi, mentre i nostri consumi aumentano. Secondo Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli, chimici e autori di "Energia per l'astronave Terra", è necessario affrontare il problema considerando l'uso delle fonti disponibili senza pregiudizi ideologici, facendo propria la capacità di guardare non solo alle esigenze di oggi, ma soprattutto a quelle di domani, per progettare una possibile «sopravvivenza energetica» che non pregiudichi il futuro delle prossime generazioni. Dialoga con gli autori la giornalista Elisabetta Tola.
 L'evento 155 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma: originariamente il titolo del libro scritto da Balzani e Armaroli era denominato "Energia per il pianeta Terra", ma il titolo corretto è "Energia per l'astronave Terra".

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Sala affollata al Teatro Ariston per la conferenza sul problema energetico, segno che il tema risulta di grande interesse e non solo di attualità. Gli esperti intervenuti, Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani, coautori del libro "Energia per l'astronave Terra", hanno conversato con la giornalista Elisabetta Tola e con il pubblico, che li ha interrogati su numerosi aspetti della questione risorse energetiche. Ulteriore conferma dell'importanza di approfondire tale tematica è il dato numerico delle vendite del libro, che gli stessi autori dichiarano inaspettato. Il prof. Balzani spiega chiaramente la necessità di ricercare fonti di energia alternative a quelle combustibili fossili, poiché quest'ultime non sono eterne e procurano all'ambiente e all'uomo fenomeni nocivi (effetto serra, polveri sottili, etc.). Armaroli fornisce anche alcuni dati salienti: l'esigua percentuale delle risorse destinate alla ricerca è pari ad appena l'1,1 per cento del P.I.L., ed è evidente la sproporzione tra l'utilizzo della risorsa «nucleare» che fornisce appena il 6 per cento di energia a livello mondiale e l'attribuzione di fondi alla medesima, pari a circa il 60 per cento. Tra le soluzioni proposte la geotermia, di cui il suolo italiano sarebbe naturalmente dotato. I due scienziati raccontano altresì di aver fatto un appello tempo fa per essere ascoltati dai politici sul problema energetico (www.energiaperilfuturo.it), ma nessuna lampadina si è accesa.

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