12/09/2009

A QUARANT'ANNI DALLA LUNA


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Nel 1961, poche settimane dopo il volo di Yuri Gagarin, l'inaugurazione del Programma Apollo diede il via alla conquista dello spazio e a un'avvincente sfida tra gli Stati Uniti di J. F. Kennedy e l'Unione Sovietica di Nikita Krushev. «Abbiamo scelto di andare sulla Luna e di fare altre cose - affermò Kennedy - non perché sono facili, ma perché sono difficili». La promessa del presidente fu mantenuta: il 20 luglio del 1969, al suono di «Huston, qui Base della Tranquillità», milioni di spettatori puntarono gli occhi sui teleschermi, afferrando immediatamente il mutamento epocale simboleggiato dalle impronte di Neil Armstrong. Ricordano l'anno mirabile delle avventure spaziali Andrew Smith, autore di "Polvere di luna", l'astronauta italiano Umberto Guidoni e il giornalista Antonio Lo Campo.


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L'evento svoltosi al Seminario Vescovile vede come protagonisti Andrew Smith, autore di "Polvere di luna", l'astronauta Italiano Umberto Guidoni e il giornalista Antonio Lo Campo. Dopo una breve introduzione riguardo al libro di Smith, i tre ospiti iniziano a ricordare l'anno in cui Apollo 11 andò sulla luna, evento memorabile da sempre per la storica frase «Huston, qui base della tranquillità», e per le impronte di Neil Amstrong sul terreno ghiaioso. Un evento che lasciò la popolazione mondiale esterrefatta davanti agli schermi televisivi. Una coinvolgente sfida tra gli Stati Uniti d'America di J.F. Kennedy e l'Unione Sovietica di Nikita Krushev. Dopo alcune domande da parte del numeroso pubblico l'evento si conclude con un grande applauso.

Approfondimento evento 169
Un evento all'insegna dell'interazione. Il Festivaletteratura è riuscito a mettere sullo stesso palco tre personaggi che si sono particolarmente interessati allo spazio, e lo sono tuttora. C'è chi l'aveva come passione, e poi è riuscito a trasformarlo in lavoro, come il giornalista e divulgatore scientifico freelance Antonio Lo Campo, uno degli ospiti dell'evento. Chi invece doveva farlo come professione e, trovandosi ad intervistare nel 1999 l'ex astronauta Charlie Duke per conto del "Sunday Times", viene a sapere in presa diretta della morte di uno dei dodici moonwalkers, Pete Conrad: decide quindi di raccogliere in un libro le testimonianze dirette di quegli astronauti che cambiarono il futuro dell'umanità, prima che di questi non ne fosse rimasta più traccia. Infine c'è chi nello spazio c'è andato realmente, che ha visto le stelle, non tanto più vicine quanto «tridimensionali», il cielo da azzurro diventare nero, i motori spegnersi dopo gli otto minuti e mezzo necessari per arrivare in orbita, la perdita di peso e il galleggiamento che tanto ci affascina.
Sensazioni umane che si riallacciano al motivo per cui Smith ha voluto scrivere "Polvere di luna", interessato al lato umano degli astronauti appunto, alla loro storia, a cos'è successo dopo quel momento così importante per l'umanità, alle diverse personalità di questi collaudatori, tecnici, assolutamente impreparati a tutto quello che sarebbe successo dopo il 20 luglio 1969.
E poi la paura, il cinquanta per cento delle possibilità di tornare, visto la potenza degli strumenti di allora, la sensazione di non poter fare nulla contro l'imprevedibile. Ma alla fine l'Apollo 11 è partito, e rientrato vittorioso, e chissà fino a quando tornare sulla luna rimarrà solamente un bel sogno.

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