10.09.2010

IN DEBITO CON LA REALTÀ

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Due autori che hanno fondato i loro romanzi ("Il mondo deve sapere", "Acccabadora" per Michela Murgia, "I ragazzi di città", "Chiedo scusa" per Francesco Abate) su storie vissute spesso in prima persona si confrontano sul rapporto tra letteratura e realtà e sui confini nella letteratura italiana contemporanea tra invenzione, indagine sociale, cronaca e autobiografia.


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Italiano

Una lezione di letteratura per Michela Murgia e Francesco Abate, che durante l'evento tenutosi nella cornice intima di Palazzo D'Arco si offrono di dibattere riguardo i debiti che la realtà nutre nei confronti della narrazione o viceversa. La sete di onestà intellettuale del giornalismo non è infatti slegata dalla fiction, spiega Abate, ed è appunto il fil rouge che lega le opere di numerosi autori contemporanei che scalano le classifiche letterarie di questo Paese, tutti servi della realtà. È una questione di sensibilità, alimentata da «storie che hanno dentro una necessità di racconto», secondo Murgia, e il personaggio di Accabadora è infatti «inventato dal vero».
La conversazione si sposta dunque sul valore della letteratura in Italia oggi e l'affezionato pubblico di lettori chiede anche come distinguere i libri validi da quelli che non lo sono: «Siete voi a scegliere - afferma Murgia - imparate a farlo».

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