11/09/2010

LO SCRITTORE NELL'ARCHIVIO


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Dalle ricerche sugli scrittori russi sino a quelle su Giovanni Battista Boetti di "L'imbroglio del turbante", la seconda autrice nell'archivio è Serena Vitale.


L'archivio di Festivaletteratura sta per nascere. Inaugurato nella scorsa edizione con due incontri su «un'idea di archivio», il progetto "Un archivio per l'innovazione. I giovani e i documenti di Festivaletteratura" si è sviluppato per tutto il 2010, prima attraverso un percorso di formazione e poi un laboratorio che ha coinvolto un gruppo di giovani provenienti da tutta Italia. Ora che l'archivio è prossimo all'apertura, la questione centrale diventa come trasformare il patrimonio di tredici anni di confronti e testimonianze d'autore nel carburante di nuovi progetti culturali. E chi meglio di uno scrittore può raccontarci come un documento può trasformarsi in una creazione originale? Due protagonisti di Festivaletteratura ne discutono con i giovani archivisti.

Il progetto "Un archivio per l'innovazione. I giovani e i documenti di Festivaletteratura" è realizzato nell'ambito del progetto "La Rete dei Festival aperti ai giovani", promosso dall'ANCI e sostenuto dal Ministro per la Gioventù, con il contributo del Comune di Mantova.

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Italiano

Dopo Carlo Lucarelli il Liceo "Virgilio" ospita oggi Serena Vitale.
Vitale di nome e di fatto, anche quando racconta di qualcosa che normalmente si associa al passato e a entità senza vita, come sono appunto gli archivi.
La Vitale, studiosa, scrittrice e insegnante di lingua e letteratura russa, arriva un po' affannata con la faccia di chi, secondo sua stessa definizione «ha mangiato troppi tortelli»; e nello snocciolare il suo rapporto stretto e decennale con l'archivio, non lesina storielle divertenti, come quella volta in cui nell'archivio di Nantes, dopo mesi di ricerche infruttuose trovò finalmente un personaggio degno di nota e corse fuori urlando «J'ai trouvé un homme!».
Pur dichiarando che un archivio non sarà mai in grado di attirare folle, sostiene che qualunque sia il rapporto affettivo che lega ognuno di noi, uno scrittore, o un lettore a un documento, sonoro o cartaceo che sia, quello di Festivaletteratura, promosso dall'ANCI e dal Ministro per la Gioventù, è un progetto lodevole, degno di essere continuato con tenacia; anche perché quella di frugare nel passato è una malattia molto contagiosa, dalla quale non si vuole guarire.

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