11/09/2010 - La parola cui abbiamo creduto

OMAGGIO AD ANTONIA POZZI


2010_09_11_177

«Il suo spirito faceva pensare a quelle piante di montagna che possono espandersi solo ai margini dei crepacci, sull'orlo degli abissi», ha scritto di Antonia Pozzi la grande filologa Maria Corti. Una vita brevissima quella della poetessa milanese, suicida a soli 26 anni, ma ricca di interessi culturali, di incontri e di passioni contrastate da un ambiente familiare oppressivo. Nel suo canzoniere, pubblicato postumo, vi è una continua ricerca dell'autenticità dell'esistenza nelle parole, e le parole della Pozzi, come ha scritto Montale, «sono asciutte e dure come i sassi», ridotte al «minimo di peso». Insieme a Daniele Piccini ricordano la figura di Antonia Pozzi Alessandra Cenni, curatrice della recente edizione di "Tutte le opere della poetessa", e Marco Dalla Torre, autore di "Antonia Pozzi e la Montagna".


L'evento 177 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente non era prevista la presenza di Cristina Cazzola e Giovanni Franzoni.

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