12/09/2010 - La parola cui abbiamo creduto

OMAGGIO A PEDRO SALINAS


2010_09_12_210

«La realtà traveste/ il sogno, e dice:/ Io sono il sole, i cieli, l'amore'./ Ma mai si dilegua, mai passa,/ se fingiamo di credere che è più che un sogno./ E viviamo sognandola». Nato a Madrid nel 1891, Pedro Salinas intraprese ben presto la carriera del letterato di professione, abbandonando per sempre la Spagna per gli Stati Uniti prima dello scoppio della guerra civile. Le sue raccolte - soprattutto "La voce a te dovuta", considerata la sua opera più matura - testimoniano una poesia di confessione intima e misuratissima, in cui la dominante amorosa si intreccia con un senso ineluttabile della fragilità dell'esistenza. Ricordano il poeta, insieme a Daniele Piccini, Valerio Nardoni, curatore dell'opera di Salinas, e il traduttore Glauco Felici.


L'evento 210 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente non era prevista la presenza di Giovanni Franzoni e Cristina Cazzola.

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