12/09/2010

DEDICATO A CARLA LONZI


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Sovvertitrice di concetti e ruoli nell'arte, fondatrice del gruppo di "Rivolta femminile", Carla Lonzi è stata ed è una delle pensatrici contemporanee più significative e consistenti. Il suo pensiero è stato non solo fortemente originale, ma per molti aspetti anticipatore di idee e pratiche assolutamente attuali: l'arte come percorso di rottura; la pratica politica femminista dell'autocoscienza; lo spazio della soggettività femminile di elaborazione di pensiero e di fare che si costruisce a «partire da sé»; l'utilizzo costante della scrittura nella definizione del percorso autocoscienziale. In un incontro a più voci, vengono esplorati i diversi aspetti della riflessione e dell'azione politica e culturale della Lonzi per farne una proposta di analisi e di lavoro rivolta all'oggi.

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Italiano
Femminista «della differenza», anticipatrice di rivoluzioni in un periodo controverso e di grandi cambiamenti sociali ma, soprattutto, donna pensante in un momento storico in cui una donna non poteva esserlo, tantomeno dimostrarlo: così è ricordata la teorica e critico d'arte Carla Lonzi in alcune brevi pillole che condensano l'impegno teorico e soprattutto pratico della prima figura di riferimento del femminismo in Italia. Nell'Aula Magna dell'Università gremita in quest'ultimo giorno di Festivaletteratura, gli ospiti Annarosa Buttarelli, Laura Lepetit, Giorgio Zanchetti, Maria Luisa Boccia e Federica Giardini, ricordano questa figura controversa eppure rivoluzionaria della cultura italiana novecentesca.
E per capirne l'indole si scava nell'assenza come luogo in cui «rintanarsi per sfuggire ai compromessi della vita»: è lì che Lonzi cerca di costruire il suo pensiero da genio solitario quale era, rifiutando il culto di una solidarietà femminile vincolata all'inazione; la partecipazione (anche se non in prima linea) al femminismo è per lei importantissima e tuttavia lontana dalla ritualità di cui il Movimento si nutriva, e sfociava in primis in un parlare di sé sempre autentico, profondo, tendente alla verità di chi condivideva con lei le proprie esperienze all'interno del gruppo di Rivolta Femminile.
Le sue intuizioni, anticonformiste nell'anticonformismo, sono ravvisabili nel "Diario di una femminista" che Lonzi scrisse tra il '72 e il '77: pare oggi il lascito poetico («Solo una donna può dirti che il mondo ti appartiene») e allo stesso tempo doloroso di una donna che ha creduto profondamente nella ricerca della libertà e della verità, secondo una modalità spietata che implica come condizione necessaria l'amore, cifra in lei «politica».

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