12/09/2010

GLI ESSERI SUPERFLUI


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Sopravvissuta ai campi di concentramento e agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, Edith Bruck ha vissuto sulla propria pelle il dramma della «riduzione degli esseri umani a esseri superflui» (H. Arendt), stagliandosi nel firmamento degli scrittori europei che hanno fatto dell'esperienza dell'Olocausto l'opera di una vita. Nei suoi libri più recenti ("Quanta stella c'è nel cielo", "Privato"), la poetessa e romanziera ungherese guarda ancora al proprio passato, ora con la durezza dell'invettiva, ora con la delicatezza di un diario intimo in cui i ricordi familiari riaffiorano dalla storia ufficiale, come i fantasmi di un'umanità cancellata da uno scempio troppo grande per essere dimenticato. La incontra lo scrittore Frediano Sessi.


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