12/09/2010

E.D. LA MIA LETTERA AL MONDO
. Partitura a due, per sola voce umana 
 e strumento musicale. Un dialogo tra poesia e suono


2010_09_12_213

La poesia, la vita, la forza comunicativa di Emily Dickinson, una delle figure più note ed amate della poesia contemporanea, tornano a vivere in uno spettacolo originale ed evocativo, nato da un'idea e per la regia di Giorgia De Negri, in cui il tessuto musicale creato dal jazzista Paolo Fresu s'intreccia in un'originale partitura con la voce di Milena Vukotic e la struttura visiva restituendo con straordinaria efficacia sia l'andamento ritmico del testo sia la personalità complessa ed enigmatica della Dickinson.


Progettazione scenografica: Giulia Belloni, coordinamento scenotecnico: Ezio Bianchi, foto di Lucrezia Ganazzoli e Marianna Toscani, rielaborazioni foto e video: Lucrezia Ganazzoli, disegni: Lucia Donadio e Arianna Cantoni.


Anteprima realizzata per Parma PoesiaFestival 2009 a cura dell'Istituzione Biblioteche del Comune di Parma nell'ambito del progetto "Piccioletta Barca". In collaborazione con Pannonica/Verdearancio - distribuzione Parmaconcerti. Evento realizzato in collaborazione con DATACONSEC.


Prevendita a cura di www.mantova.com a partire dal 1° agosto.


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Italiano

Il pubblico del Teatro Sociale cala in un rispettoso e trepidante silenzio già prima che l'attrice Milena Vukotic e il trombettista Paolo Fresu salgano sul palco: portano in scena lo spettacolo "E. D. La mia lettera al mondo", ideato da Giorgia De Negri e realizzato dal Liceo d'arte di Parma.
Il palco ha una sceneggiatura semplice costituita da due teli grigi sullo sfondo e tre sedie, due a sinistra rialzate su cui legge Milena Vukotic e l'altra a destra su cui suona Fresu. L'unica nota di colore sono i capelli rosso fuoco di Milena, interamente vestita di bianco.
Fin dall'inizio è un avvicendarsi, sovrapporsi, alternarsi e mischiarsi di poesia, musica, suoni, foto e luci. I due si completano a vicenda e la loro intesa è perfetta.
La poesia di Emily Dickinson è eterea e leggera, passa dal tono solenne al ritmo incalzante e la musica la segue, l'anticipa, l'accompagna.
Questa lettera è indirizzata alla natura, è il viaggio che la poetessa ha compiuto nelle più lontane profondità del mondo e della mente per poi approdare all'immortalità e all'eternità. «Questo mondo non è la conclusione, è invisibile come musica e concreto come suono», queste parole riecheggiano in mille echi mentre i due protagonisti ricevono uno scroscio di applausi.

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