10/09/2011

MOSCA UNDERGROUND

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Nata quasi per gioco dalla fantasia di un pendolare e dalle leggende che circondano la metropolitana di Mosca, la saga di "Metro 2033" traspone le ansie e i conflitti della Russia contemporanea in un futuro apocalittico, dominato da creature mutanti e pericoli senza nome. Il suo ideatore è il giovane scrittore e reporter Dmitry Glukhovsky, che dopo aver pubblicato on-line la prima bozza del suo romanzo d'esordio, negli anni ha creato insieme a un crescente numero di eternauti un'opera collettiva di straordinario successo, oggi confluita in un videogame e in una serie di progetti multimediali. Lo intervista il giornalista Enrico Franceschini ("Londra Babilonia").

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Russo

Hanno partecipato Dmitry Glukhovsky, autore dei due libri "Metro 2033" e "Metro 2034", con il giornalista Enrico Franceschini. Lo scrittore e reporter russo ha approfondito il perché dell'ambientazione metropolitana di Mosca: nata come bunker atomico in caso di guerra nucleare per salvare il maggiore numero di gente.
Sono stati toccati vari temi presenti nei suoi libri, quali la xenofobia, il vivere senza futuro preservando la propria dignità e la ricerca di fiducia nonché collaborazione con il prossimo. Glukhovsky ha raccontato della sua terra natia che vive tra i cambiamenti, la nostalgia del regime stalinista e l'emergere dei movimenti xenofobi. Inoltre ha rivelato l'importanza di Internet e dei videogiochi, che gli hanno permesso di essere conosciuto al grande pubblico e avere così un grande legame con esso. Infatti sul suo sito web i lettori criticano e gli danno dritte sui capitoli scritti, diventando editori e redattori. Ha accennato anche ai vari livelli di lettura ai quali si attestano le sue opere (avventuroso, filosofico, di formazione, sociale) e ai temi dell'immortalità e mortalità in un prossimo romanzo di fantascienza.

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