10/09/2011

LE CONFESSIONI DI UN'ITALIANA. Un racconto per immagini, parole e musiche

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Ippolito Nievo ha scritto nelle "Confessioni di un italiano" una vera e propria epopea dell'Italia risorgimentale, così come essa avrebbe sognato di essere. Il suo romanzo, vivo, divertente, esilarante a tratti, sceglie di raccontare la vicenda a partire da un amore, impossibile eppure necessario, tra il timido Carlino e la spregiudicata Pisana - vera protagonista del romanzo -, ricostruendo nella lente di questa passione fatti e eventi di un tempo turbato. Il racconto avrà immagini, musiche e parole, con un raccontatore, un attore e una artista per narrare una storia.

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Italiano

Cosa c'è di meglio che concludere il sabato sera con una bella storia? Meglio ancora se è una storia fatta di immagini, musiche e parole, raccontata da uno spumeggiante Luca Scarlini in versione narratore nel Loggiato del Cortile d'Onore di Palazzo Ducale.
Sul palco sedie, giacche, mantelli, cappelli che serviranno a vestire mano a mano i personaggi interpretati da Michele Andrei, protagonisti delle "Confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo.
Ma non è uno spettacolo come tutti gli altri. Andrei recita con voce profonda a volte da dentro una nicchia del loggiato, a volte dal palco; Scarlini racconta di Carlino, protagonista del romanzo, e ogni tanto fa partire una canzone o lui stesso si mette a canticchiare. E se l'evento è stato rinominato al femminile, "Confessioni di un'italiana", è perché l'italiana in questione è La Pisana, la piccola, bellissima e perfida cugina capace di ammaliare Carlino.
Ma nello stesso si dipana anche la storia di Nievo, che perde la battaglia come soldato e come amministratore del tesoro dei Garibaldini, morendo di una morte poco chiara in mezzo al mare durante una tempesta, ma vince quella come scrittore, con una prosa rock'n'roll che incanta.
Grande impatto dello spettacolo, curato da Scarlini e da Lucia Pescador, e piacevolissima prova degli attori sul palco.
Un'ora volata via, un'altra bella storia da andare a rileggere. Lo stesso Scarlini consiglia: «Leggetelo, ne vale la pena. La storia d'Italia non è stata mai così sexy!».

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