11/09/2011

FIGLIA RIUSCITA, PADRE FALLITO

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Un dialogo serrato (ma non troppo) tra padre e figlia: il primo è una leggenda del tennis internazionale e del giornalismo sportivo che si ostina a scrivere racconti ("Una notte con Gioconda") e sillogi poetiche ("Il suono del colore"); la seconda è il tipico caso di cervello in fuga da 'un'Itaglia' che tartassa gli artisti e il bel canto. In comune hanno la passione per i testi teatrali, se non fosse che quelli di Gianni sono passati sotto silenzio, mentre le pièces in francese della regista e drammaturga Carlotta Clerici (da "La Mission" al recente "C'est pas la fin du monde") promettono d'essere memorabili!

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Italiano

Gianni Clerici, scrittore e leggenda del giornalismo sportivo, contesta subito con la sua solita ironia il titolo dell'incontro "Figlia riuscita, padre fallito": «Qualcosa di buono l'ho fatto anch'io, magari solo in maniera mediocre». E racconta subito le sue delusioni come autore di opere teatrali: «Il primo testo l'ho scritto negli anni Sessanta con Gianni Brera: una pièce su Cuba e Fidel Castro, mai messa in scena perché troppo ironica. Poi, nel centenario della morte della tennista Suzanne Lenglen, della quale ho scritto una biografia, Ranieri di Monaco mi chiese un testo per il teatro, una commedia mai realizzata perché il Principe litigò con lo sponsor». È andata decisamente meglio a Carlotta, figlia di Gianni, che ha trovato il successo in Francia (in Italia il suo monologo "Stasera ovulo" è in scena da tre anni). «È colpa di papà se mi sono innamorata del palcoscenico», racconta Carlotta. «Mi ha portato lui la prima volta a teatro a vedere "La bottega del caffé": rimasi talmente affascinata da pensare che si sentisse veramente l'odore del caffé».

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