11/09/2011

Alessandro Spina con Francesco Rognoni

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A dispetto della schiera di illustri estimatori - da Moravia a Solmi, dalla Campo a Zolla, da Magris a Enzo Bianchi - e degli oltre cinquant'anni di attività, Alessandro Spina continua a rimanere un autore segreto della nostra letteratura, poco o per niente conosciuto anche dagli stessi addetti ai lavori. Nell'imponente "I confini dell'ombra" - con cui si è aggiudicato nel 2007 il Premio Bagutta - Spina ha riordinato e rimaneggiato una serie di romanzi e di raccolte di racconti già precedentemente pubblicati, tutti ambientati in Cirenaica nel periodo che va dall'inizio della avventura coloniale italiana alla scoperta dei giacimenti petroliferi negli anni '60. In questo grande affresco narrativo, le «vicende individuali e collettive», ha scritto Claudio Magris, «vengono risucchiate in una voragine da un'altezza imprecisata, dove le cose sembrano già decise e la storia è un tappeto il cui ambiguo ordito maschera la scarna tessitura del Fato». Lo incontra il critico letterario Francesco Rognoni.

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Italiano

Al pubblico riunito nel meraviglioso cortile del castello di S. Giorgio, Francesco Rognoni, critico e letterato, ha presentato Alessandro Spina, autore non ancora molto conosciuto nonostante l'innegabile talento (è stato elogiato da letterati quali Bassani, Moravia e Claudio Magris). L'evento si è svolto come un'affettuosa e sincera condivisione, da parte dell'ospite principale, di ricordi, di aneddoti, di riflessioni sulla propria lunga e prolifica carriera di letterato.

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