07/09/2012 - A scuola di giallo

Massimo Carlotto con Luigi Caracciolo

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Su ogni auto di pattuglia della polizia c'è una recluta appena uscita dall'accademia e un veterano che è quasi arrivato alla pensione prestando servizio sempre nello stesso quartiere. Se il giovane è in gamba e sa abbassare la cresta può vincere la diffidenza del collega anziano e imparare davvero il mestiere. Così si fa le ossa ogni scrittore di gialli: inizia a frequentare le pagine di un altro giallista - uno di quelli bravi -, si mette al suo passo, studia come il 'vecchio' risolve le storie e guarda in faccia i suoi assassini. Poi, imparato quello che c'è da imparare, il giovane se ne va per conto suo. Tre autori tra i più popolari del giallo italiano parlano del loro apprendistato al genere e del proprio maestro con Luigi Caracciolo, sostituto commissario di polizia.
 Il maestro di Massimo Carlotto è James Lee Burke, autore dei romanzi di Dave Robicheaux e della saga della famiglia Holland.

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Italiano

Radiografare la realtà, sviscerando dinamiche criminali invisibili in superficie. È questo l'obiettivo che si prefigge il noir d'inchiesta, di cui Massimo Carlotto è uno dei massimi esponenti in Italia, e che si sta imponendo come filone alternativo del giornalismo d'inchiesta. E proprio Carlotto ha incontrato il pubblico di Festivaletteratura al Palazzo di San Sebastiano, parlando di come anche la crisi economica, nella sua drammaticità, possa rappresentare un'occasione per chi si occupa di letteratura per narrare il territorio, assurto da comparsa a vero protagonista di molti romanzi gialli. E quindi si può spaziare attraverso tutti i nodi irrisolti della realtà politica, sociale ed economica che ci circonda: dalla sofisticazione alimentare fino al traffico di rifiuti, dalla descrizione dell'intellighenzia della mala a ritratti sublimi della vita dei delinquenti da strada. Così ha fatto Massimo Carlotto che nel suo ultimo romanzo, "Respiro Corto", ha descritto nella cornice di una città di mare e malavita come Marsiglia il circolo Bilderberg del crimine, ossia esponenti della criminalità organizzata che hanno studiato nei migliori college inglesi, che hanno come referenti un mix di sbirri corrotti, servizi segreti (più o meno deviati), lobby economiche di indiscussa fama e reputazione, cartelli colombiani e, ovviamente, arrivisti del mondo della politica. Dietro la dicitura d'obbligo (per evitare il sequestro del libro e cause di diffamazione) «Le vicende, i fatti e le persone citate nel romanzo non corrispondono assolutamente alla realtà» si celano dunque dinamiche assolutamente reali, verificate e analizzate secondo i parametri del giornalismo più rigoroso: al lettore il compito (e la curiosità) di leggere, letteralmente, dietro le righe.

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