07/09/2012 - Pagine Nascoste

FORMATO RIDOTTO: 51

2012_09_07_PN1900

Evento ripetuto

Presenta il film Francesco M. Cataluccio

FORMATO RIDOTTO: 51 di Home Movies e Wu Ming 2, Italia, 2012, 10'

La pellicola di un cineamatore su un Festival dell'Unità del 1951 origina un piccolo saggio sul comunismo in salsa italiana, un'ideologia non priva di ambivalenze, che spinge i militanti a proclamarsi diversi e allo stesso tempo ad appiattirsi nel conformismo nazionale.

A seguire END AND BEGINNING: MEETING WISŁAWA SZYMBORSKA di John Albert Jansen, Paesi Bassi, 2011, 55'

Anteprima italiana

La poetessa polacca Wisława Szymborska era sconosciuta all'estero quando, il 3 ottobre 1996, le venne assegnato il Premio Nobel per la sua poesia «che con ironica precisione permette al contesto storico e biologico di venire alla luce sotto forma di frammenti di realtà umana». Oggi è forse la più celebrata poetessa dei nostri tempi. Il documentario è un viaggio attraverso Cracovia e la storia della Polonia guidato dalle parole e dai versi della Szymborska, letti da lei stessa, e accompagnato dalle testimonianze di amici e personalità (tra cui la poetessa Ewa Lipska e il cineasta Andrzej Wajda), che ne onorano la vitalità e la centralità nella vita culturale polacca.

Il film ha inaugurato nel 2011 il prestigioso Poetry International Festival di Rotterdam.

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Italiano

Partire dal quotidiano per arrivare al metafisico, dal semplice all'universale. Non c'è altro corollario per definire al meglio la poetica di Wislawa Szymborska, premio nobel per la letteratura nel 1996. Dal film documentario "End and beginning", proiettato stasera in un affollatissimo Cinema Oberdan, traspare la semplicità, la purezza d'animo, la genuinità della poetessa polacca. La pellicola, in una cornice interessante e divertente, ci rivela la scrittrice attraverso un'intervista eseguita nella sua casa negli anni successivi all'assegnazione del premio. Si intrecciano le parole delle sue amiche, i vicini di casa, il suo medico, che inquadrano la personalità della poetessa raccontando la sua vita, non trascurando particolari abitudini, vizi ed aneddoti. Sappiamo ad esempio che era un'accanita fumatrice, amava bere e aveva una sfrenata passione per le chincaglierie, gli oggetti inutili, di cui poi si disfaceva organizzando delle bizzarre lotterie invitando i suoi amici. Quando vinse il premio Nobel, al termine della cena di gala, si accese una sigaretta violando la severa regola del divieto, e il re Svedese, non sapendo come superare l'impasse, le fece compagnia accendendosene una anche lui. I suoi comportamenti schietti e diretti, svelano il suo modo di fare poesia: versi liberi, parole semplici, niente retorica. Le ispirazioni provengono dalla vita di tutti i giorni, e fanno scaturire pensieri universali: due ragazzi che si baciano su una panchina la interrogano sull'esistenza del vero amore; un paesaggio freddo e vuoto le suscitano un pensiero sulla morte. Le sue poesie sono penetranti come bisturi che tagliano la realtà e guardano attraverso con occhi disincantati. Il documentario si chiude con una composizione veramente toccante: persone prese dalla strada, di estrazione differente, una prostituta, due ragazzi, una signora proprietaria di un minimarket, una coppia di anziani, leggono una delle sue poesie più belle: "Amori felici".

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