08/09/2012

ISTITUZIONI DI WIKIPEDIA

2012_09_08_175

Evento ripetuto

«Scopo di un'enciclopedia è infatti raccogliere le conoscenze sparse sulla faccia della terra, esporne ai nostri contemporanei il sistema generale e trasmetterle ai posteri, affinché l'opera dei secoli passati non sia stata inutile per i secoli a venire; affinché i nostri nipoti, resi più istruiti, diventino nello stesso tempo più virtuosi e felici». Questa citazione di Denis Diderot è riportata nell'introduzione alla voce 'Enciclopedia' pubblicata nella versione italiana di Wikipedia. Raccogliendo lo spirito degli illuministi francesi, Wikipedia si è affermata in questi anni come la più grande enciclopedia al mondo: sono oggi più di 20 milioni le voci presenti on-line e oltre 280 le lingue in cui i contenuti sono disponibili. Il filosofo Roberto Casati ci illustra i principi e i metodi che presiedono alla redazione delle voci di Wikipedia, mettendo in evidenza la valenza democratica e le potenzialità didattiche proprie del suo carattere partecipativo.

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Italiano

Se parliamo di libri, non possiamo non parlare di dizionari ed enciclopedie. E al Festivaletteratura di quest'anno non poteva mancare Wikipedia. Che per definizione (su Wikipedia, ovviamente) si tratta di un'enciclopedia multilingue collaborativa, online e gratuita. Wikipedia è idolatrata da molti, e condannata da altri. Vediamo con il filosofo Roberto Casati di capirne il valore e le potenzialità che la contraddistinguono. Wikipedia è un'enciclopedia, e le enciclopedie sono nate per soddisfare la necessità di mettere ordine a tutto il sapere, con una forma che è una via di mezzo tra un compendio ed un dizionario, classificata in base all'ordine dei nomi che diamo alle cose: in ordine alfabetico. Essa è inoltre l'unica internazionale, in quanto solitamente le enciclopedie, prodotte da gruppi di potere, di intellettuali, locali, di solito non escono dai confini in cui sono state create. Ci sono stati altri tentativi di creare enciclopedie online, con diverse formule, come affidare il controllo delle voci ad un team di esperti, o ad una remunerazione delle informazioni in base ai consensi ricevuti dalle stesse, per citarne alcuni, ma non hanno avuto successo. Wikipedia è un'interessante palestra di democrazia. Ma come è possibile passare dalla partecipazione democratica alla crescita civile? Da un lato le informazioni che vediamo arrivano da posizioni controverse, ma dall'altro abbiamo la possibilità di cambiarle, facendo editing. Di conseguenza, ci sono anche dei problemi di vandalismo. Fortunatamente ci sono delle persone che vigilano su questo. E altri problemi ancora, come per esempio di voci mal scritte o di plagio, ma sono problemi noti, sempre risolvibili con il controllo e soprattutto con la partecipazione di tutti. La ricerca è sempre quella del consenso, non sui dati di fatto presentati, ma solo sulla presentazione dei dati. Non si discute, cioè, cosa finisce su Wikipedia, ma se sia vero e correttamente esposto. Vi sono poi pseudo problemi, generati per esempio dai media, come il fatto che non ci sia controllo: in realtà non c'è un buon controllo ideologico, ma nessuno dice che debba essere ideologicamente corretta o assoggettata ad un'idea; e ancora la questione che non ci siano capi, né comitati editoriali, ma solo 'angeli custodi' a vigilare su cosa avviene. I problemi veri sono altri. Come il fatto che molti studenti facciano un copia-incolla delle informazioni, ma per questo non si può recriminare lo strumento, ma l'artefice. Oppure che, facendo confusione tra informazione e conoscenza, si creda di avere un facile accesso alla conoscenza, tramite Wikipedia. È sbagliatissimo. Vi è accesso all'informazione, ma la conoscenza, è un'altra cosa. Nessun accesso all'informazione ci fa diventare un pianista, o un matematico, o uno storico, non basta accedere al sapere, bisogna imparare il mestiere sul campo e dai maestri che lo tramandano. È una vera e propria catastrofe culturale. La scuola è la prima vittima dell'uso sconsiderato della tecnologia, non c'è una crescita per gli studenti se si spreca il loro tempo, un tempo prezioso in quanto è l'unico in cui non possono fare zapping, non possono distogliere l'attenzione ma devono restare concentrati, e le nuove tecnologie minano questa peculiarità preziosa del loro tempo. Le nuove tecnologie vanno addomesticate, non devono essere subìte. Ricordiamoci che l'enciclopedia è nata dalla necessità di raccogliere il sapere, e se la vera natura di un'enciclopedia è di essere scritta, la risposta giusta è scriverla, perché solo noi possiamo prendere in mano il nostro destino, e cambiarlo.

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