04/09/2013

TV E INTERNET. PER ANDARE OLTRE IL MURO DELLA MAGGIORANZA

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La televisione, da tempo, diffondeva lo spettacolo seducente dell'emporio dell'Occidente. In un mondo paralizzato da una sorta di incantesimo pre-consumista, l'Italia era all'avanguardia nel mondo per l'industria del lusso e del consumo, esportava prodotti e stili di vita: prêt-à-porter, televisione commerciale, pubblicità e design. La vittoria dei consumi, del liberismo e della maggioranza. Oggi il muro della maggioranza mostra delle crepe. E le mostra ancora una volta per una serie di eventi che provengono dall'universo della comunicazione e dei media. Carlo Freccero, che nella sua carriera professionale ha attraversato tutte le fasi della televisione, dalla tv commerciale al servizio pubblico, e recente autore di "Televisione", ne discute con il filosofo Maurizio Ferraris ("Manifesto del nuovo realismo").

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L'esordio dell'evento 10 del Festivaletteratura è chiaro: prima di tutto la TV è noiosa e sta dirigendosi sempre più verso il vuoto contenutistico e la mancanza di idee curiose, interessanti, soprattutto coinvolgenti. Cosa ancora più importante, la TV permette a chi la guarda di ignorare i suoi problemi, i pensieri e le sue opinioni. Immersi in una beata ignoranza, quindi, gli italiani guardano la TV senza pretendere troppo sia da loro stessi che dal tubo catodico. A lungo intellettuali e professori hanno puntato i piedi sul lato "diseducativo" della televisione ma perché non rivedere tutto da una prospettiva diversa? Carlo Freccero e Maurizio Ferraris ripercorrono gli esordi della tv generalista e della rapida costruzione della cultura di maggioranza. Non pretendiamo dallo schermo TV di imparare cose nuove ed elevate, sfruttiamolo per quello che è: uno svago dove a contare è l'auditel. E in fondo questa eterna lotta tra sapere e ignorare è di leopardiana memoria: di fronte a un bivio si sceglie la verità o la felicità? Si stacca la spina o si pontifica sui grandi sistemi? La scelta è tutta in quel media che sembra ormai superato. Abbattuti i confini del 'salotto degli italiani' e spostata l'attenzione sui tanti, tantissimi canali del digitale, la TV può resistere di fronte allo streaming? La maggioranza degli italiani, che a quanto pare sono quella fetta che conta davvero, come stanno affrontando i passi avanti della rivoluzione digitale? In verità non esiste una risposta, per ora. Diamo tempo alla TV di affrontare anche questa sfida, e a noi spettatori di seguirla minuto per minuto con lei. Sarà meglio di un reality. 

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