05/09/2013

LA FICTION TV AMERICANA COME NUOVA FORMA DI NARRAZIONE

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Ogni medium arricchisce i precedenti con una nuova prospettiva di presentazione del reale. Oggi, i telefilm americani, come "Mad Men" o "House of Cards", tendono a costruire uno spaccato della società, una descrizione precisa del tempo presente attraverso una sensibilità e una capacità di sintesi molto superiori agli strumenti tradizionali: informazione, reportage, inchieste sul campo. Non catturano la realtà, ma l'immaginario collettivo, e rappresentano la spia dell'inconscio che cova sotto il susseguirsi degli eventi quotidiani. In questo senso, anticipano le fobie, gli umori e le speranze del pubblico a cui sono rivolte, catturandone attenzione e sentimenti.

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«Scommettiamo che riuscirò a dimostrarvi che l'intreccio dei telefilm ha come prototipo il videogioco?» - con queste parole Carlo Freccero, conduttore televisivo e docente di teorie e tecniche radiotelevisive all'Università di Roma Tre, esordisce con un sorriso di sfida nei confronti del suo pubblico. 

La narrativa televisiva, spiega poi, va analizzata come un nuovo genere letterario che si distanzia significativamente dai preesistenti, soprattuto dal romanzo, di cui è agli antipodi: l'introspezione psicologica e la critica sociale sono infatti perdutamente in crisi nella produzione televisiva. La narrazione è basata interamente sull'intreccio a cui le figure caratteriali dei personaggi sono finalizzate. In realtà, non vi è nulla di nuovo sotto il sole: già infatti nella Poetica Aristotele puntualizza come l'azione sia più importante dei caratteri, la tragedia è dunque prevalentemente rappresentazione dell'azione drammatica. 

La creazione di una trama diviene così scientifica, matematicamente controllata a partire da schemi fissi, come ad esempio in "24", serie tv prodotta dalla Fox. Oppure, per mantenere sempre viva l'attenzione del grande pubblico, l'intreccio deve presentarsi come un rompicapo complesso e piacevole, assomigliare ad un gioco le cui regole sono occultate allo spettatore, che è portato a decodificarle lungo l'arco narrativo di una stagione dopo l'altra. Si trasforma così  in un'infinita partita a scacchi contro gli sceneggiatori, che cambiano di continuo le regole del gioco con numerosi colpi di scena. La serie tv "Lost" è, ad esempio, clamorosamente paradigmatica per questo tipo di costruzione. 

Freccero, però, ha una spiegazione per questo fenomeno: si tratta di un'ibridazione tra televisione e il mondo del videogioco, dove contano i ritmi serrati dell'azione e non l'empatia con i personaggi, lo spessore psicologico e la valenza educativa. La nostra visione del mondo, prosegue, è filtrata dal medium utilizzato e tra di loro i mezzi espressi e conoscitivi s'influenzano spesso. Per questo motivo, la linearità della trama nella narrativa televisiva americana è stata soppiantata dalla complessità il cui simbolo è la spirale infinita, la televisione si é spogliata di ogni parvenza educativa e di critica sociale e si è arricchita di virtuosismi tecnici e di tendenze ludiche.

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