05/09/2013 - Ri-Tratto

RI-TRATTO

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Laboratorio per adulti

In un ritratto c'è tutto. Ci sono i caratteri fissi (la forma del naso, il taglio degli occhi) e i segni del tempo (le rughe, le cicatrici). C'è l'umore del momento (il broncio, il sorriso) e la luce dell'ambiente. Qualcuno dice che, in fondo, ci sia anche l'anima di una persona. Per saper fare un ritratto ci vuole attenzione, ispirazione, un foglio di carta, una penna-pennarello per scrivere o disegnare, e soprattutto tecnica, mestiere. Così, anche quest'anno, Festivaletteratura ha invitato alcuni scrittori (Paolo Nori, Beppe Severgnini) e illustratori (Sergio Ruzzier) a tenere una lezione, per insegnare a tutti la sofisticata arte del ri-tratto.

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Fogli bianchi sparsi sui tavoli della Sala del Capitano del Palazzo Ducale e Tratto Pen. Laboratorio per adulti e bambini per mostrare cosa vuol dire fare l'illustratore un maestro d'eccezione: Sergio Ruzzier. Milanese, classe 1966, Ruzzier vive e lavora a New York da oltre vent'anni, occupandosi soprattutto di editoria dell'infanzia. Da tempo è lì, ammette, non solo per ragioni personali, ma anche perché all'estero si riesce a fare ciò che da noi non sembra ancora possibile, ossia vivere del proprio lavoro di illustratore. Quest'anno Ruzzier è a Mantova chiamato da Festivaletteratura proprio per creare il manifesto e il libretto del programma del Festival. I suoi uccellini-lettori animano le pagine di questa edizione 2013, raffigurati mentre leggono un libro, appollaiati sulle guglie del castello mantovano, spettatori non volatili degli eventi. Nel laboratorio sponsorizzato da Tratto Pen, il compito che Ruzzier affida ai partecipanti è quello di illustrare una singolare famiglia di sei persone partendo da delle brevissime informazioni che lui steso legge. Informazioni brevi e vaghe perché, spiega, vuol vedere quanto di soggettivo, personale, aggiuntivo, viene fuori dalla fantasia degli improvvisati illustratori. Questa è il vero fascino del suo mestiere: non limitarsi a interpretare il pensiero dell'autore ma affiancare una storia per immagini, parallela e complementare, a quella scritta, inserire una sottotraccia visiva accanto alla traccia testuale. Certo, è un rischio: non sempre editor o autori comprendono le ragioni di alcune scelte. Ma è anche una sfida stimolante, che di solito Ruzzier vince inserendo dettagli minimi ma particolari, soprattutto sulle superfici dei pavimenti o ai bordi dei disegni, su cui focalizzare l'attenzione artistica dell'illustrazione. Spesso, svela, per farlo guarda gli oggetti in vendita su Ebay, dove trova un ricco assortimento di oggetti inusuali da cui prendere ispirazione. Lancia qualche consiglio tecnico mentre ci si sbizzarisce con i disegni (una bambina ha optato per un'intera famiglia di polipi, mentre c'è chi disegna hippy e forme strane), suggerisce di cambiare tratto per connotare ogni personaggio, di lasciar andare la fantasia, senza paura di creare mostri, animali, o utilizzare oggetti. Il divertimento è assicurato, i giudizi sono banditi, si torna tutti un po' bambini, con allegria e spensieratezza.

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