06/09/2013

TORNARE ALL'ENCICLOPEDIA

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L'enciclopedia rappresenta senz'altro il progetto culturale più ambizioso e radicale a cui un gruppo di intellettuali e studiosi possa applicarsi. Per la vocazione totalizzante e definitiva che le è propria, una nuova enciclopedia è sempre destinata a lasciare il segno, a suscitare dibattito, a scardinare l'architettura dei saperi. Eppure lo sguardo enciclopedico oggi sembra imporsi come una necessità, proprio di fronte alla frantumazione di codici culturali consolidati e alla continua trasmigrazione di idee e narrazioni in territori e forme artistiche spesso apparentemente distanti. Achille Bonito Oliva - attraverso l'"Enciclopedia delle arti contemporanee" - ridefinisce l'enciclopedia «lavorandovi dall'interno e remandoci contro», inserendo il tempo al lavoro come elemento capace di superarne il confine. Lo incontra il critico letterario Marco Belpoliti.

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Italiano

Enciclopedia etimologicamente significa 'sapere circolare': in accordo con l'ottimismo di stampo illuministico, un'enciclopedia dovrebbe radunare tutto il sapere umano e ridistribuirlo senza discriminazioni. Ma per Achille Bonito Oliva non è così. Intervistato da Marco Belpoliti, il noto critico d'arte ha sfruttato l'occasione (il lancio del secondo volume dell'enciclopedia artistica da lui curata "Portatori del Tempo") per darci un saggio di come lui intenda questo 'sapere circolare'. E così il suo parlare ha spesso eluso le domande dell'intervistatore, conducendo il discorso su temi forti come il ruolo del critico e quello dell'artista e l'importanza dell'immagine; oppure vi si è avvicinato partendo da lontano, in una sorta di 'gioco dell'oca' dialettico. Questa è la circolarità del sapere secondo Bonito Oliva, un sapere infinito, che ama le ripetizioni, ed è allo stesso tempo suscettibile di continue nuove interpretazioni, in cui non esiste una gerarchia dei punti di vista, ma che si trova a suo agio nel labirinto privo di centro dell'esperienza post-moderna. Ma l'ironico intervento di uno degli spettatori è forse il miglior biglietto da visita della serata: il sanguigno critico è stato infatti definito un affabulatore ed un ladro che, al posto di parlare di arte, ruba la scena agli artisti per calamitare su di sé l'attenzione. Tutto ciò, ovviamente, a titolo di complimento.

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