06/09/2013 - Pagine Nascoste

IL LIBRAIO DI BELFAST

2013_09_06_PN2130

Evento ripetuto

di Alessandra Celesia, Francia/Gran Bretagna, 2011, 54'

Un libraio senza libreria, un rapper coperto di cicatrici, un punk dislessico amante dell'opera, una cantante adepta di X-Factor, un materasso troppo grande per un vecchio letto, l'ennesimo allarme bomba John Clancy, libraio a Belfast, ha costruito la sua arca sui ponteggi della sua piccola casa di mattoni, dove centinaia di libri invenduti raccontano il naufragio di una città, e cerca una nuova strada tra le pagine ingiallite dal tempo e le sigarette consumate senza moderazione. Il pluripremiato film della regista italiana non descrive una mappa, ma si sofferma sui corpi, non indugia sulle ricostruzioni dei drammi passati, ma dà spazio agli affetti e alle piccole aspirazioni che permettono di resistere nel proprio angolo di mondo.

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Un lavandino, un vecchietto che si lava la faccia e si prepara per andare a fare colazione al cafè. 
Così, senza alcuna premessa o il filtro di una voce narrante Alessandra Celesia ci catapulta nel mondo di John Clancy, arzillo libraio di Belfast in pensione, e dei suoi amici: Jolene, cameriera ed aspirante cantante, Rob, ragazzo timido con problemi di lettura e la passione per Roma e la lirica di Puccini e suo fratello Connor, aspirante rapper. Dei personaggi non sappiamo nulla, tranne quello che vediamo o quello che essi stessi raccontano, uno alla volta entrano in scena e ci mostrano un pezzetto di sé e il compito di ricomporre il puzzle della loro esistenza viene lasciato allo spettatore. Non è una storia con un inizio e una fine, quanto una fotografia di un particolare lasso di tempo nella vita di queste persone e se in un primo momento ciò può spiazzare lo spettatore, dall'altro lato lascia spazio ad una pluralità di interpretazioni, fornendo diversi spunti e permettendo ad ognuno di trovare il proprio significato nella vita di questi personaggi. Filo rosso dell'esistenza di John sono i libri e il suo amore per essi, al punto da essere soprannominato 'John the book'. Cura i suoi volumi in modo maniacale, li ordina, li spolvera, li aggiusta quando si rompono; ma se la lettura è solitamente un'attività solitaria, per il libraio questa passione diventa un'occasione per mantenere i contatti con gli altri. Crede nei libri e nell'importanza che essi rivestono nella vita delle persone e per questo era un ottimo libraio, ma un pessimo commerciante, i libri erano più importanti del profitto e spesso anziché venderli li regalava.
 Elemento che accomuna i protagonisti del film sono i sogni, nonostante una vita travagliata e segnata da una lunga battaglia con l'alcolismo, grazie ai libri John ha ancora fiducia nei sogni e invita i ragazzi più giovani a continuare a perseguirli poiché, come dice a Rob, «privare un uomo dei propri sogni è come togliergli una parte dell'anima».

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