07/09/2013

A TUTTO BEAT!

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Dalla Swinging London degli anni Sessanta, sgargiante come la copertina di "Sgt. Pepper's", alla rabbia livida che ha accompagnato la nascita del punk. Al centro della scena, Barry Miles, uno dei massimi cantori della storia del rock e della controcultura britannica del secondo dopoguerra, autore di memorabili saggi, tra i quali "Many Years from Now" e "I favolosi Beatles", fino al più recente "London Calling", salutato dal "Sunday Times" come «una lettera d'amore a un'epoca che l'autore ha compreso come nessun altro». Lo intervista il giornalista Enrico Franceschini.

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Il furgoncino Wolkswagen, i capelli lunghi e le camicie a fiori, tutti segni che riportano al movimento hippie che ha sconvolto gli Stati Uniti. Come è possibile che avvenga una simile rivoluzione? Barry Miles ci spiega che, perché i giovani possano iniziare a cercare maniere alternative per vivere, devono prima avere qualche spicciolo, o almeno avere un modo abbastanza facile per procurarseli e, per un determinato periodo di vita, non doversi preoccupare troppo di come tirare avanti. E, per quanto riguarda gli inizi del '900 e il periodo durante e post guerra, gli USA sono stati il paese più ricco del mondo. Ma la guerra finisce e l'Europa comincia a risistemarsi. La Londra degli anni '40 inizia a maturare nel suo intimo un movimento controcultura personalissimo. Barry Miles, davanti agli occhi del quale, per chi non lo sapesse, avviene il famigerato incontro Paul McCartney-John Lennon, apre una libreria-galleria insieme a qualche amico, la quale, insieme alle poche altre dell'epoca, ha iniziato a trasformare la città in, oltre che capitale finanziaria e politica, capitale culturale. La divisione statunitense tra centro economico-politico a Washington e culturale a New York non consente la nascita di quell'aura londinese dello 'yes you can', in questa città si può tutto. Questa caratteristica, assieme allo sviluppo industriale massiccio, sfociano poi in quell'evento che per la prima volta impresse l'avvenuto cambiamento nella testa di Barry: ad una reading di poesia del luglio del '65, solita ad accogliere un centinaio circa di interessati, si presentano circa 7mila persone, componenti di una categoria di persone nuova, che si ritrova insieme a costruire un ambiente che genera l'Underground. Niente rasta, capelloni o colori sgargianti, no: all'inizio l'aspetto era assolutamente normale per i canoni dell'epoca, a cambiare fu la testa. La nascita delle band-symbol come i Beatles e i Rolling Stones diede vita ad una fama che attraversò prima la manica, poi l'Atlantico. L'underground sfocia poi nel punk, e Barry sfata il mito secondo il quale sarebbero contrastanti; sono uno l'evoluzione dell'altro. Con il suo libro, "London Calling", a Barry potrebbe essere attribuito il titolo di storico, testimone diretto di una controcultura che affascina ancora oggi i quattro angoli della terra.

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