07/09/2013

STORIE DI UNA RAGAZZA SOLDATO

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Convivere con la guerra, crescere nella convinzione che rappresenti la normalità, mescolare gli affetti, i progetti per il futuro, tutto quello che riempie normalmente la vita di un'adolescente, con l'angoscia silenziosa che qualcosa di terribile possa accadere in qualsiasi momento. Shani Boianjiu (classe 1987) ha scelto di dar voce a questo stato d'animo, dopo l'esperienza dei due anni di servizio militare obbligatorio per tutti i ragazzi e le ragazze d'Israele. Intimo, doloroso, diretto, "La gente come noi non ha paura" è un romanzo di formazione al femminile, dominato dall'assuefazione, dall'impotenza di fronte a una guerra che non è la propria, dalla consapevolezza di non poter sperare. A incontrare la giovane autrice israeliana è lo scrittore Paolo Giordano ("Il corpo umano"). Con il contributo dell'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Israele in Italia.

L'evento "Storie di una ragazza soldato° ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma. Originariamente il suo svolgimento era previsto presso Palazzo d'Arco.

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Shani Bolanjiu nasce a Gerusalemme nel 1987, e, finita la scuola superiore, all'età di diciotto anni presta un biennio di servizio militare obbligatorio, come riservista dell'esercito israeliano; si laurea ad Harvard nel 2011 e l'anno seguente dà alle stampe il suo romanzo d'esordio "La gente come noi non ha paura"; ottiene numerosi riconoscimenti, viene tradotto ed apprezzato in ventitré paesi. Presentandosi al pubblico del Festival, la giovanissima scrittrice, che sta girando il mondo per presentare la sua opera, esordisce dichiarando di sentirsi molto coinvolta nelle vicende dei luoghi che l'hanno ospitata, e di aver verificato che anche nei paesi non toccati dalla guerra esistono sofferenza e violenza: sociale, politica, economica, psicologica. Accanto a lei siede Paolo Giordano, trentunenne scrittore torinese, che l'anno scorso ha condiviso la vita di un gruppo di militari italiani in Afghanistan, isolati in un piccolo avamposto; ne ha tratto poi il materiale utile al suo secondo romanzo: "Il corpo umano". Giordano tenta di introdurre gradualmente il tema della guerra, ma Shani mette subito 'molta carne al fuoco', con lo stesso procedimento d'accumulo usato nella sua scrittura.  Il primo capitolo del romanzo è ancora ambientato a scuola, dove un gruppo di amici sta organizzando spensieratamente una festa: tra loro si distinguono tre ragazze, che saranno poi le protagoniste del libro, narrando a turno, capitolo per capitolo, la propria storia e le proprie esperienze da un punto di vista personale: una sorta di coro a tre voci, dunque, carico di confidenze e confessioni, allegria e scherzi, timori e speranze nel futuro, problemi esistenziali adolescenziali; il tutto sullo sfondo dell'uso delle armi, dei pericoli incombenti, della violenza osservata e vissuta, come se fosse 'normale' tutto ciò. Una storia di formazione 'sui generis' che però accomuna oggi moltissimi giovani nel mondo. L'esposizione di Shani è sicura, tenace, appassionata, carica di paragoni tra realtà mondiali apparentemente diverse e di appelli a far cadere le barriere di ogni tipo, interne ed esterne a donne e uomini, accomunati, in fondo, da problemi assai simili e da un destino comune. Il pubblico si dimostra impressionato e coinvolto.

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