07/09/2013

CANTI E RACCONTI

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Il fortunato incontro tra le storie dello scrittore bellanese e la musica dei Sulutumana, risale al 2003. Sul palco, scrittore e musicisti si propongono di ricreare ambienti e personaggi di una quotidianità lacustre, solo apparentemente monotona e tranquilla, in realtà ricca di sorprese e suspense. L'affiatamento e l'intesa raggiunti in anni di vagabondaggio, da un palcoscenico all'altro, si potranno ammirare a Festivaletteratura, dove viene proposta una nuova serie di racconti e canti, pensati per la città dei Gonzaga. Giambattista Galli: voce e fisarmonica; Francesco Andreotti: pianoforte; Beppe Pini: chitarra; Samuel Cereghini: batteria e percussioni; Nadir Giori: contrabbasso e basso elettrico; Angelo Galli: seconda voce, flauto e aggeggi.

L'evento 192 ha subito variazioni rispetto a quanto riportato sul programma.

Originariamente il suo svolgimento era previsto presso Piazza Castello.

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Italiano

I Sulutumana e Andrea Vitali hanno regalato agli spettatori del Teatro Ariston uno spettacolo bello e divertente, ricco di omaggi per il pubblico mantovano. I Sulutumana sono un gruppo lombardo di moderni cantastorie che, dal 1998, anno della loro nascita, portano sul palco racconti tragici e divertenti dell'Italia di provincia. Vincitori della targa IMAE al Premio Tenco hanno al loro attivo 6 album, l'ultimo dei quali è uscito all'inizio di quest'anno e si intitola "Non c'è limite al meglio". Il fortunato sodalizio con Andrea Vitali, autore pluripremiato e più volte finalista ai premi Strega e Campiello, nasce nel 2003 e da allora si sono esibiti in decine di piazze, teatri e biblioteche fino a realizzare un audiolibro "Pianoforte vendesi" e soprattutto lo spettacolo "Canti e racconti". La musica pop-folk di Sulutumana si accompagna bene alle storie di Andrea Vitali, quelle scelte per il palco del Festivaletteratura sono cinque e ci parlano di Elvio e di sua zia Iside, di un macellaio e della sua vecchina e di altri buffi personaggi della provincia lombarda, apparentemente tranquilla, ma che riserba sembra qualche sorpresa, a volte anche un po' macabra. C'è un buon affiatamento sul palco, una perfetta complicità che nasce da un lavoro di anni, il pubblico lo sente e si diverte, l'atmosfera è rilassata e le storie scivolano via veloci, riuscendo sempre a strappare un sorriso. Il risultato finale è uno spettacolo interessante e originale nella sua apparente semplicità, divertente e ben organizzato.

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