03/09/2014

NUVOLARI E IL SECOLO DELLA VELOCITÁ

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Motori che rombano, poesie che scoppiano, prodotti e oggetti che si moltiplicano. Il Novecento è un'epoca esaltata dalla velocità che vive in continua accelerazione. C'è un piccolo uomo, un pilota di automobili, che sembra concentrare in sé l'irrefrenabile pulsione del ventesimo secolo a bruciare il tempo, a correre sempre oltre il limite e a qualsiasi costo. Una lezione di Philippe Daverio su Tazio Nuvolari. 
Evento realizzato in collaborazione con il Museo Nuvolari.

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Italiano

La tartaruga era il portafortuna, il simbolo, del 'Mantovano Volante', di Nuvolari. Philippe Daverio la riceve come onorificenza dal Museo Nuvolari di Mantova e saliamo subito tutti insieme in piazza Castello su una velocissima macchina del tempo che ci trasporta attraverso secoli, regioni e continenti, attraverso riflessioni e considerazioni storiche, politiche e filosofiche. Ovviamente con l'unico scopo di «abolire il limite di velocità sulle autostrade italiane», scherza (ma non più di tanto) il critico d'arte italo-francese. E allora si comincia davvero a viaggiare veloce. Marinetti, Balla, Boccioni, Sironi. Il manifesto del futurismo italiano. E ovviamente D'Annunzio. Motori, velocità, automobili, aerei. Il concetto di velocità portato all'estremo in un paese che in brevissimo tempo riuscì ad arrivare ai vertici tecnologici di quell'epoca. Eroi della modernità (e anche di una ingenua incapacità, visti gli incidenti motoristici occorsi proprio a Marinetti e D'Annunzio). La Pechino-Parigi, il primo rally epico del 1907, vinta da un equipaggio italiano con venti giorni di vantaggio sul secondo classificato. Velocità come mito stabile, utilizzato anche dall'industria bellica della prima guerra mondiale. La grande guerra, ricordata in maniera particolare anche in questa edizione di Festivaletteratura. La teoria del fuoco e della velocità, il motore che cambia il modo di fare guerra e le nazioni che non ne intuiscono la portata che vengono travolte. Nel primo come nel secondo conflitto mondiale. Hemingway che guida pericolosissime ambulanze, De Gaulle che impara la lezione, Hitler che la mette drammaticamente in pratica. Ma la macchina del tempo torna adesso indietro (eppure anche avanti, per certi aspetti). La locomotiva a vapore e le domande se l'uomo sarebbe sopravvissuto a quelle velocità. Gli incidenti ferroviari descritti in musica da Rossini. L'eterna punizione di Icaro: l'uomo attratto dalla velocità che si brucia costantemente. Tutta la storia dell'umanità è fatta di movimento. L'Europa stessa è fondata sul movimento. E sul libro. Giulio Cesare che inventa i numeri di pagina per non fare confusione sulle leggi romane. I concili ecumenici che stabiliscono i libri della "Bibbia". Le informazioni che viaggiano velocissime, a 500 chilometri al giorno. Perché se si controllano le comunicazioni e il territorio, si domina il mondo. Così le strade dell'impero diventano perfette e portano Roma a comandare ovunque. Carlo Magno intuì che per riconquistare l'Europa occorreva proprio questo e fece le stesse cose: riformò la scrittura e introdusse la ferratura dei cavalli. Libri e velocità, ancora una volta. Fino ad arrivare ad internet. La Cina, a confronto, rimane lenta. Inventa la stampa e non la usa (il mandarinato pone il veto di casta), inventa la polvere da sparo e la usa per i fuochi d'artificio. Niente velocità: così ci dovrebbero fare meno paura. Perché il nostro tempo è sempre proteso in avanti. È il tempo ebraico. Il tempo greco invece ritorna sempre su se stesso. Quello ebraico è proteso verso la venuta del messia. Achille è veloce, ma gira solo attorno alle mura di Troia. Noi invece abbiamo una prospettiva votata sempre al futuro. Il prossimo passo è quindi il superamento della velocità della luce. Einstein dice che se si potesse fare, entreremmo in altre dimensioni. «Non lo so, ma intanto pensiamoci», conclude un potentissimo Daverio.

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