03/09/2014 - Lavagne. Anatomia di una frase

IL MISTERO DELLE LINGUE IMPOSSIBILI

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Le parole sono messe una in fila all'altra, ma uno sguardo attento ci fa scoprire che si comportano come se dei fili nascosti le tenessero insieme anche a distanza. In questo incontro vedremo insieme alcune di queste strutture nascoste e scopriremo come le leggi di simmetria governano le diverse lingue tra di loro, come se ogni frase fosse una specie di fiocco di neve: una variazione continua su un modello comune. 
Il programma di lezioni per gesso e lavagna d'ardesia prevede come sempre l'esposizione di problemi e teoremi scientifici e le divagazioni intorno alla scrittura musicale in fascia serale. La serie tematica di quest'anno è dedicata a regole ed esperimenti di linguistica.

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E se davvero esistesse una lingua pura come ha scritto Walter Benjamin? Se si potessero mettere insieme i cocci delle lingue e ricomporne l'unità? E se si potesse superare l'incomunicabilità e la differenza tra le varie lingue? Armato di lavagna il linguista e neuroscienziato Andrea Moro ha dimostrato al pubblico di Festivaletteratura che esistono delle leggi di simmetria a governare le diverse lingue tra di loro. In particolare (facendo proprio il motto di Gasset: «se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni») ci sono delle regole di ricombinazione tra grammatica, musica e matematica che l'intelligenza umana associa nella riflessione formale (tenendo conto che il formalismo ha per Moro un valore euristico) per riscoprire la realtà. E siccome la linguistica è una scienza, le parole si sistemano come gli elementi su una tavola periodica; anche se emerge una visione biologista della linguistica stessa, l'esperienza si pone comunque come necessaria. A questo proposito Moro rifacendosi al suo "Parlo dunque sono" cita Noam Chomsky, per il quale il linguaggio è più simile a un fiocco di neve che al collo di una giraffa. Le proprietà specifiche del linguaggio, quindi, sono legate a leggi di natura non a fatti storici casuali. Per comprendere meglio la metafora del fiocco di neve è bene fare riferimento alla rappresentazione di un atomo: una variazione continua su un modello comune. L'italiano e il giapponese, per esempio, presentano schemi che si ripetono come cristalli. L'approccio di Moro è figlio della grammatica generativa e la sua discussione ha animato il pubblico tra esempi attinti dal linguaggio quotidiano e lucidi esperimenti informativi. Quest'anno Festivaletteratura ha dedicato la serie tematica di "Lavagne. Anatomia di una frase" alla sperimentazione linguistica: proviamo a immaginare la letteratura stessa come una scienza in cui le parole si incastrano come l'idrogeno e l'ossigeno nelle reazioni chimiche, proviamo a pensare alla ricerca letteraria come uno studio necessario oltre che divertente.

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