07/09/2014

FINESTRA SUL NOVECENTO. UMBERTO BELLINTANI

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«Sto leggendo, in campagna, Bellintani: un incantamento quieto e insieme interrogativo, un fortissimo senso della comunione con il respiro della natura, una dizione piana del vedere che è come un battito cardiaco, tanto è connaturale al sentire. E una visionarietà che è anche domanda di un altro mondo», scrive Antonio Prete a maggio del 2014, all'indomani della riedizione di Forse un viso tra mille, la prima raccolta di Umberto Bellintani (1914-1999), pubblicata nel 1953. È la stessa sorpresa di coloro che hanno messo mano alle 'carte' del poeta: poesie, racconti, bozzetti, disegni e una corrispondenza di sessant'anni con i maggiori artisti e intellettuali del secolo scorso fanno di questo poeta, che si è sottratto a lungo alla pubblicazione, un centro del Novecento ancora da scoprire. Con Antonio Prete ne parlano Nella Roveri, che ha curato la nuova edizione, e Federica Guidetti, che ha allestito la mostra "Umberto Bellintani. Un gorgo nel cuore del Novecento".

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